Modello F24 - sospensione e blocco per le compensazioni: poteri e limiti dell'Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle entrate potrà controllare preventivamente i crediti tributari utilizzati in compensazione “sospendendo”, sia pure temporaneamente, i modelli F24 inviati tramite le procedure telematiche messe a disposizione dei contribuenti. La previsione è contenuta nella legge di bilancio del 2018 e la concreta attuazione è ora possibile, a partire dal 29 ottobre

Modello F24 - sospensione e blocco per le compensazioniL’Agenzia delle entrate potrà controllare preventivamente i crediti tributari utilizzati in compensazione sospendendo, sia pure temporaneamente, il modello F24 inviato tramite le procedure telematiche messe a disposizione dei contribuenti.

La previsione è contenuta nella legge di bilancio del 2018 (art. 1, comma 990) e la concreta attuazione è ora possibile, a partire dal 29 ottobre prossimo, come previsto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 195385/2018.

Sussiste però il concreto rischio che eventuali sospensioni e “blocchi” definitivi delle compensazioni diano luogo ad un effetto di “dissuasione”, nei confronti dei contribuenti, circa la possibilità di utilizzare i predetti crediti. Il tema è delicato è molto dipenderà dal comportamento che assumerà in concreto l’Agenzia delle entrate.

Tuttavia, in base alla mera lettura del predetto provvedimento non sembra che l’Amministrazione finanziaria possa “scartare” la delega modello F24 senza che sussistano oggettive ragioni che impedirebbero al contribuente l’utilizzo in compensazione dei predetti crediti.

La prima parte del provvedimento (punto 1) individua i criteri di selezione delle deleghe di pagamento che presentano profili di rischio. Ciò al fine di disporne eventualmente la sospensione.

I predetti criteri sono riferiti a:

  • alla tipologia di debiti pagati;
  • alla tipologia di crediti compensati;
  • alla coerenza dei dati indicati nel modello F24;
  • ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici afferenti ai soggetti indicati nel modello F24;
  • ad analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel modello F24;
  • al pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all’art. 31, comma 1, del decreto – legge 31 maggio 2010, n. 78.

Si ritiene che i predetti criteri, anche sulla base di un’interpretazione letterale del provvedimento in esame, possano essere utilizzati esclusivamente ai fini della selezione e successiva sospensione dell’operazione di compensazione. In buona sostanza la fase di selezione ed eventuale sospensione dell’operazione è preliminare e propedeutica allo scarto definitivo della delega di pagamento. Tuttavia, affinché l’agenzia delle entrate possa “scartare” il modello F24 sembra debbano sussistere ulteriori presupposti.

Questa interpretazione si desume dal punto 2.3 del provvedimento secondo cui “Se in esito alle verifiche effettuate, l’Agenzia delle entrate rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, comunica lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file telematico, tramite apposita ricevuta, indicandone anche la relativa motivazione”.  

Si comprende chiaramente, quindi, che lo scarto del modello F24 ha quale presupposto il non corretto utilizzo del credito e l’indicazione vuol significare che non sarà possibile “rifiutare” la compensazione utilizzando i medesimi criteri sui quali risulta fondata la selezione dei “crediti fiscali a rischio”

Ad esempio se il contribuente ha in passato commesso numerosi errori effettuando le compensazioni tra crediti fiscali e debiti (errori rilevati dagli avvisi di irregolarità ricevuti dallo stesso contribuente)  l’Agenzia delle entrate, in considerazione degli elementi di rischio, potrà sospendere la delega. La medesima motivazione non potrà però essere utilizzata ai fini dello scarto della compensazione. Non è sufficiente valutare genericamente la rischiosità dell’operazione, ma lo scarto dovrebbe richiedere necessariamente il non corretto utilizzo del credito. 

Ad esempio potrebbe essere riscontrato, successivamente alla selezione del credito, che il contribuente lo ha già utilizzato in compensazione, o addirittura che lo stesso è inesistente. In tale ipotesi lo scarto è sicuramente motivato e pienamente legittimo.

D’altra parte lo stesso punto 2.6 precisa che “Durante il periodo di…

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