Salute e sicurezza sul lavoro: chiarimenti dal MLPS in materia di soggetti formatori

salute e sicurezza sul lavoroIl Ministero del Lavoro ha chiarito – con l’Interpello n. 7/2018 – quali sono i soggetti che si possono occupare in azienda della specifica formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, a seguito di richiesta di Interpello da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La formazione in azienda in materia di salute e sicurezza

Il Decreto Legislativo n. 81/2008, meglio conosciuto come Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, si occupa quasi totalmente di tutte le problematiche inerenti la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno del luogo di lavoro, stabilendo principi e precetti da tenere in debita considerazione nella gestione aziendale.

Le sanzioni in caso di mancato rispetto di questi obblighi sono infatti estremamente rigide, in relazione proprio all’estrema importanza che tale argomento riveste.

L’articolo 37 in particolare tratta della formazione sui luoghi di lavoro, prevedendo nello specifico che il datore di lavoro debba assicurarsi che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

    • concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
    • rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

Sempre sulla base del disposto dell’art. 37 citato, la durata e contenuti minimi della formazione vengono definiti attraverso un Accordo in sede di conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, che è stato adottato il 21 dicembre 2011.

Tale accordo – così come disposto dall’articolo 37 – indica che la formazione per i lavoratori costituisce un obbligo per il datore di lavoro, il quale però può essere esso stesso soggetto organizzatore dei corsi, sia in modalità frontale sia in modalità e-learning, secondo i criteri e le condizioni stabilite nell’allegato 1 al medesimo accordo Stato-Regioni.

I dubbi interpretativi sulla formazione dopo l’Accordo Stato-Regioni del 2016

Dubbi interpretativi sono però sorti con l’accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, riguardante la durata e i contenuti minimi dei percorsi formativi per RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e ASPP (Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione) ai sensi dell’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 e successive modificazioni: esso infatti amplia le possibilità di formazione in modalità E-learning al modulo A, all’aggiornamento per RSPP e ASPP e alla formazione specifica per lavoratori delle aziende inserite nel rischio basso, secondo i criteri previsti nell’Allegato 2 dello stesso accordo.

Le perplessità sorgono infatti in relazione all’Allegato 2, in quanto se precedentemente era chiaro che la formazione dei lavoratori poteva essere svolta da parte del datore di lavoro, l’allegato 2 dell’accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, sostituendo l’Allegato 1 dell’Accordo del 2011, sembrerebbe invece contraddire tale principio.

L’interpello chiarificatorio

In relazione a tale problematica il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha formulato una specifica istanza di Interpello alla Commissione per gli Interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla quale il Ministero citato ha dato chiarimenti con risposta ad Interpello n. 7/2018.

Infatti, il CNR chiedeva nello specifico di conoscere il parere della Commissione suddetta in materia di applicazione delle disposizioni del citato Allegato 2 dell’accordo del 7 luglio 2016.

A tale dubbio ha risposto il Ministero del Lavoro, considerando che “l’Accordo in…

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