Prestazioni di lavoro occasionale: le novità

Prestazioni di lavoro occasionale: le novità recepite dall’INPSCon la Circolare n. 103 del 17 ottobre 2018, l’INPS ha illustrato in maniera dettagliata tutte le novità normative introdotte dall’art. 2-bis del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (c.d. Decreto Dignità), convertito in L. 9 agosto 2018, n. 96, in merito alle modalità di utilizzo delle prestazioni di lavoro occasionale, recentemente disciplinati dall’art. 54-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito in L. 21 giugno 2017, n. 96. In particolare, sono state apportate novità nelle informazioni che i prestatori di lavoro devono rendere all’atto della registrazione nella procedura informatica dedicata alle prestazioni occasionali; sono state modificate le dichiarazioni inerenti le prestazioni per le imprese operanti nel settore agricoltura; sono stati creati due nuovi regimi per le aziende alberghiere e per le strutture ricettive del settore turismo e per gli enti locali; infine è stata introdotta una nuova modalità di erogazione del compenso al lavoratore. Nel presente contributo andremo ad analizzare nello specifico le principali novità con le quali dovranno confrontarsi i committenti ed i prestatori di lavoro, nonché gli operatori del settore in caso di delega.

Le modifiche alle prestazioni di lavoro occasionale nel Decreto Dignità

In sede di conversione in legge del c.d. Decreto Dignità, il Legislatore ha inteso modificare alcuni aspetti fondamentali del disposto normativo che regola le modalità di utilizzo dell’istituto delle prestazioni di lavoro occasionale (precedentemente conosciuti come “voucher”).

Dal 17 marzo 2017 tali tipologie di prestazioni sono disciplinate all’art. 54-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito nella L. 21 giugno 2017, n. 96, che ha introdotto due nuovi strumenti di pagamento per compensare i prestatori di lavoro: il libretto famiglia e il contratto di prestazione occasionale.

I primi possono essere utilizzati dalle persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività̀ professionale o d’impresa; mentre al contratto di prestazione occasionale possono fare ricorso gli altri utilizzatori nell’esercizio d’impresa.

Al fine di alleggerire i vincoli normativi di utilizzo del contratto di prestazione occasionale in alcuni settori, come quello agricolo e turistico, il Decreto di Dignità interviene “chirurgicamente” su taluni aspetti che rendono effettivamente l’istituto più fruibile.

Comunicazione preventiva

La prima importante novità nel settore agricolo riguarda la comunicazione preventiva da fare all’INPS 60 minuti prima della prestazione.

I dati che devono essere indicati nella comunicazione sono:

  • i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • l’oggetto della prestazione;
  • la data di inizio e il monte orario complessivo presunto con riferimento ad un arco temporale massimo che, sulla scorta delle modifiche introdotte, passa da tre a dieci giorni consecutivi;
  • il compenso pattuito per la prestazione nei limiti previsti dalla legge.

Dunque è stata estesa fino a dieci giorni consecutivi la durata dell’arco temporale entro cui è possibile rendere la prestazione lavorativa nel settore agricolo; entro tale arco temporale l’impresa agricola può avvalersi delle prestazioni lavorative dichiarate anticipatamente.

Sul punto è importante ricordare due aspetti fondamentali:

  • il ricorso al lavoro occasionale è consentito esclusivamente alle imprese agricole che occupano non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato;
  • nel settore agricolo la prestazione può essere resa solamente dai titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; dai giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università; da persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150; e, infine, da percettori di…
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