Deposito dei documenti: termine perentorio e trasmissione degli atti all'articolazione territoriale competente

Perentorio il termine per i deposito dei documenti in Commissione Tributaria e gli uffici sono tenuti a trasmettere gli atti all’articolazione territoriale competente: questi i principi recentemente ribadititi dalla Commissione Tributaria di Vicenza

deposito dei documentiCon ricorso notificato a mezzo posta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il contribuente impugnava l’atto di iscrizione ipotecaria a garanzia di crediti relativi ad IRPEF, addizionali regionali e comunali, alla tassa di smaltimento rifiuti, alla tassa automobilistica.

Tra i motivi di doglianza il contribuente eccepiva:

  • l’omessa notifica delle cartelle esattoriali presupposte;
  • l’intervenuta decorrenza del termine di prescrizione dei crediti e di decadenza dall’azione di riscossione;
  • l’omessa notifica del preavviso di iscrizione ipotecaria.

All’udienza udienza per la sospensione dell’atto impugnato, nessuno compariva per l’Agenzia resistente.

Fissata la data per la trattazione della controversia, da tenersi in forma di pubblica udienza, la difesa del contribuente depositava nei termini di legge memorie illustrative nelle quali evidenziava che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione non si era costituita in giudizio nei termini prescritti; pertanto, l’Ufficio contraddittore non aveva dimostrato la sussistenza dei crediti vantati e l’osservanza dei termini prescrizionali, nonché di quelli decadenziali dell’azione.

Con atto di controdeduzione, depositato ben oltre i termini ex art. 32, Dlgs. 546/1992, si costituiva l’Agenzia Entrate-Riscossione, precisando di non ha avuto tempestiva notizia della fissazione dell’udienza di trattazione, in quanto il relativo avviso era stato inviato alla p.e.c. di altro ufficio regionale per cui non aveva potuto curare prima d’ora la costituzione.

All’udienza di trattazione la difesa del ricorrente eccepiva l’inammissibilità della documentazione depositata da controparte per violazione dei termini perentori ex art. 32, Dlgs 546/92.

In particolar modo si faceva presente che essendo stato il ricorso notificato ritualmente a mezzo posta controparte avrebbe potuto tranquillamente costituirsi nel termine di 60 giorni ex art. 23, Dlgs 546/92. Si evidenziava, altresì, che la comunicazione l’avviso di trattazione dell’udienza, asseritamene inviato ad altro ufficio regionale, deve avvenire nei confronti alle parti costituite: alla data di invio delle comunicazioni la costituzione non era avvenuta per scelta imputabile unicamente al resistente.

L’invio della comunicazione, pertanto, non era un atto ad essa “dovuto”, infatti l’omissione dell’avviso di trattazione alla parte resistente, che si sia costituita in giudizio dopo la fissazione della data di trattazione e dopo che tale avviso era stato inoltrato alla parte ricorrente non comporta la nullità del procedimento e della successiva sentenza (cfr. Cass. 25.2.2013, n. 4712; Cass. sent. 1.8.2008, n. 20952; Cass. sent. 8.10.2007, n. 21059).

In ogni caso, considerando per il carattere unitario anche dell’Agenzia delle Entrate- Riscossione si ricordava l’Ufficio non competente, quando non estraneo alla stessa Amministrazione, nella specie, coincidente con una diversa direzione regionale, è tenuto a trasmettere l’istanza all’ufficio competente, in conformità delle regole di collaborazione tra organi della stessa Amministrazione.

Pertanto, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, eccepiva la difesa del ricorrente, era comunque incorsa nell’inammissibilità dei documenti prodotti in violazione del termine perentorio di cui all’art. 32, Dlgs 546/92.

Con ordinanza del 5 febbraio 2018, la Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza dichiarava l’inammissibilità dei documenti prodotti in sede di controdeduzioni, attesa anche l’omessa richiesta di rimessione in termini ex art. 153 c.p.c., oltre all’inammissibilità delle eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio, ferma restando la costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Entrate –Riscossione, rinviando le parti a nuova udienza per la discussione.

Nella successiva sentenza, n. 438 del 19 settembre 2018, la Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza ha accolto le eccezioni formulate dal ricorrente. Infatti, pur…

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