Controlli formali del sistema di interscambio in sede di emissione di fattura elettronica

Controlli formali tramite sistema di interscambioPREMESSA

Dal 1° gennaio 2019, fatte salve eventuali proroghe, entrerà in vigore l’obbligo generalizzato di emissione della fattura in formato elettronico.

L’emissione dei documenti in formato digitale dovrà essere effettuata anche nei confronti di imprese “private, professionisti e persone fisiche.

L’imposizione si pone in contrasto con la normativa comunitaria, ma la commissione UE ha concesso un’apposita deroga.

SISTEMA DI INTERSCAMBIO

L’invio ed il recapito del documento al destinatario sono operazioni che non potranno essere effettuate direttamente, ma dovranno transitare necessariamente dal Sistema di Interscambio

Si tratta, in pratica, del medesimo sistema previsto per l’emissione ed il recapito dei documenti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La trasmissione al Sistema di Interscambio, che successivamente provvederà all’operazione di recapito nei confronti del destinatario del documento emesso in formato digitale, può essere effettuata direttamente dal cedente o prestatore.

In alternativa, come previsto espressamente dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, il processo di fatturazione può essere esternalizzato, cioè curato da un intermediario, che al limite può anche essere un soggetto diverso da quelli indicati dall’art. 3 del D.P.R. n. 322/1998.

Può dunque essere incaricata una società di servizi di procedere alla trasmissione delle fatture “generate” in formato digitale e nello specifico nel formato XML.  La generazione del documento a cura della società di servizi sarà effettuata sulla base delle informazioni fornite dal soggetto passivo.

Ad esempio dovranno essere comunicati i quantitativi di merce venduta, la tipologia di servizio effettuato, il corrispettivo, etc. La disposizione citata prevede, però, che in caso di errori ed omissioni resta ferma la responsabilità del soggetto passivo cedente/prestatore.

CONTROLLI FORMALI

Dopo la trasmissione della fattura elettronica al Sistema di Interscambio, vengono avviati, dallo stesso sistema, una serie di controlli formali. In caso di mancato superamento dei predetti controlli, viene recapitata, entro cinque giorni, una ricevuta di scarto del file al soggetto che ha trasmesso il documento.

La comunicazione di scarto viene recapitata utilizzando il medesimo canale con cui è stato inviato il file al Sistema di Interscambio.  Il punto 2.4 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018 prevede che la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SDI si considerano non emesse.

Nella maggior parte dei casi le operazioni di controllo, che possono determinare lo scarto del file, sono di tipo formale. Ad esempio determinano lo scarto del documento:

  • l’utilizzo di certificato di firma digitale non valido;
  • l’indicazione di un numero di un numero di partita Iva cessato;
  • la mancata indicazione di un elemento obbligatorio previsto dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972: ad esempio la mancata indicazione del numero della fattura sempre che il software non impedisca la creazione del file in formato XML;
  • l’emissione di una fattura formalmente corretta con l’indicazione di un codice destinatario inesistente.

L’unico controllo di merito riguarda quello indicato al punto due. Lo scarto si verificherà laddove il documento emesso in formato digitale rechi l’indicazione di un numero di partita Iva cessato.  I contribuenti ben conoscono questa situazione.

In passato questa fattispecie ha determinato la rilevazione di un errore bloccante che impediva la trasmissione all’Agenzia delle entrate del c.d.spesometro”. 

In buona sostanza, se la comunicazione dei dati Iva conteneva l’indicazione del codice identificativo di un cliente cessato, il software di controllo dell’Agenzia delle entrate segnalava un errore bloccante, cioè che impediva la trasmissione del file.

Invece la fattura non sarà scartata qualora il documento…

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