Pagamento tracciato della retribuzione - le verifiche ispettive

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro è intervenuto nuovamente sull’obbligo imposto ai datori di lavoro/committenti a decorrere dal 1° luglio 2018: essi infatti non possono più retribuire i dipendenti/collaboratori in denaro contante. In particolare sono state fornite, in favore degli ispettori del lavoro, rilevanti precisazioni in ordine alle modalità di verifica dell’osservanza degli obblighi imposti dalla legge, nonché ulteriori indicazioni circa l’effettività dei pagamenti realizzati mediante gli strumenti tracciabili. Con il presente contributo si analizza dettagliatamente per quali elementi dello stipendio occorre osservare i predetti obblighi e come i funzionari dell’INL si dovranno relazionare con gli istituti bancari ai fini della verifica dell’obbligo di tracciabilità delle buste paga

pagamento tracciato della retribuzioneCon la Nota n. 7369 del 10 settembre 2018, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro è intervenuto nuovamente sull’obbligo imposto ai datori di lavoro/committenti a decorrere dal 1° luglio 2018: essi infatti non possono più retribuire i dipendenti/collaboratori in denaro contante, così come previsto dall’art. 1, co. da 910 a 914 della L. 27 dicembre 2017, n. 205 (c.d. Legge di Bilancio 2018). In particolare sono state fornite, in favore degli ispettori del lavoro, rilevanti precisazioni in ordine alle modalità di verifica dell’osservanza degli obblighi imposti dalla legge, nonché ulteriori indicazioni circa l’effettività dei pagamenti realizzati mediante gli strumenti tracciabili. Con il presente contributo si analizza dettagliatamente per quali elementi dello stipendio occorre osservare i predetti obblighi e come i funzionari dell’INL si dovranno relazionare con gli istituti bancari ai fini della verifica dell’obbligo di tracciabilità delle buste paga.

Premessa

Come è noto, dal 1° luglio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di pagamento delle retribuzioni esclusivamente attraverso una banca o un ufficio postale, con le modalità appositamente individuate dal Legislatore (art. 1, co. 910-914 della L. 27 dicembre 2017, n. 205). Lo scopo immediato della norma è quello di tracciare i pagamenti di stipendi ed anticipazioni di essa, al fine di verificare che la retribuzione corrisposta non sia inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva.

Modalità di pagamento

Prima di entrare nel dettaglio del campo di applicazione della disciplina in esame, si specifica che i datori di lavoro/committenti dovranno corrispondere ai lavoratori la retribuzione esclusivamente attraverso una banca o un ufficio postale, con una delle seguenti modalità elencate alle lett. da a) a d) dell’art, 1, co. 910 della L. 27 dicembre 2017, n. 205:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Con la Nota n. 5828 del 4 luglio 2018, l’INL ha inteso far rientrare nell’ambito degli strumenti di pagamento elettronico anche le “carte di credito prepagate” intestate al lavoratore, anche laddove le stesse non siano legate ad alcun codice IBAN: unico adempimento del datore di lavoro che si avvale di tale mezzo di pagamento è l’obbligo di conservazione delle ricevute, affinché possano essere esibite in occasione di eventuali accessi ispettivi.

Sul punto, il documento di prassi in commento ha aggiunto due novità:

  • la norma contempla anche l’ipotesi in cui il pagamento delle retribuzioni venga effettuato al lavoratore in contanti presso lo sportello bancario ove il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente o conto di pagamento ordinario soggetto alle dovute registrazioni;
  • è rispettata la tracciabilità anche in caso di pagamento delle retribuzioni con lo strumento del “vaglia postale”, sempreché siano rispettate le condizioni e le modalità di cui all’art. 49, co. 7 e 8, del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231.

Elementi della retribuzione da verificare

La normativa prevede che gli obblighi di tracciabilità valgono per “[…] la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa”. Di recente, l’INL ha chiarito meglio quali sono le voci retributive che rientrano nell’obbligo di pagamento con le modalità previste, riferendosi a tutti quegli elementi della retribuzione individuati dal contratto…

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