Riforma del terzo settore - rendiconto civilistico e fiscale per cassa e l'unico limite di 220.000 euro

Il Governo ha varato il testo definitivo del decreto correttivo del D.Lgs n. 117/2017, avente ad oggetto la “Riforma del Terzo settore”. Buona parte delle modifiche proposte dagli enti interessati non sono state accolte. Non è escluso, però, che venga individuato successivamente un altro veicolo normativo per recepire le proposte di emendamento espunte dal testo finale

Il Governo ha varato giovedì 2 agosto il testo definitivo del decreto correttivo del D.Lgs n. 117/2017, avente ad oggetto la “Riforma del Terzo settore”.  

Buona parte delle modifiche proposte dagli enti interessati non sono state accolte. Non è escluso, però, che venga individuato successivamente un altro veicolo normativo per recepire le proposte di emendamento espunte dal testo finale

Il termine per l’adeguamento degli statuti

E’ stata accolta la proposta di differimento del termine per la modifica degli statuti e per l’adeguamento alle disposizioni previste dalla “Riforma”.

In pratica, come già avvenuto per le impreso sociali, anche le ONLUS, le Organizzazioni di volontariato e le Associazioni di promozione sociale, avranno tempo fino al 3 agosto 2019 e non più fino al mese di febbraio, per effettuare le modifiche statutarie necessarie.

Gli adeguamenti statutari potranno essere effettuati, entro il nuovo termine così prorogato, con le modalità e la maggioranza richiesta per l’assemblea ordinaria. Il decreto correttivo ha però specificato che queste modalità semplificate potranno essere adottate solo per uniformare i “vecchi” statuti” alla disciplina prevista dalla “Riforma”, cioè per adeguarsi alle nuove disposizioni inderogabili o per escludere le nuove disposizioni derogabili.

Viceversa, se la modifica di una “clausola statutaria” non è strettamente necessaria secondo le indicazioni di cui al D.Lgs n. 117/2017, le maggioranze assembleari saranno quelle proprie delle modifiche straordinarie come si verifica per ogni intervento sullo statuto.

Il limite per la redazione del rendiconto per cassa

Sono state accolte le richieste alla proposta formulata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e dagli Esperti contabili con riferimento alla redazione del Bilancio di esercizio

Sono stati uniformati i limiti di ricavi, ora pari a 220.000 euro, sia ai fini civilistici, ma anche ai fini fiscali, per la redazione del Rendiconto in base al criterio di cassa.

La disposizione precedente prevedeva e prevede ancora oggi l’applicazione del limite di 220.000 euro per la redazione del rendiconto civilistico in base al criterio di cassa. Invece la disposizione fiscale, ora oggetto di correzione, prevedeva un limite inferiore di 50.000 euro.

Se il decreto correttivo non fosse intervenuto gli enti del Terzo settore sarebbero stati obbligati a redigere un duplice rendiconto con criteri diversi. Si consideri il caso in cui i ricavi, le rendite, i proventi e le entrate comunque denominate siano pari a 80.000 euro.

Secondo la “vecchia” norma il rendiconto avente valenza fiscale avrebbe dovuto essere redatto in base al principio di competenza. Invece il Bilancio civilistico, come disposto dall’art. 13 del D.Lgs n. 117/2017, avrebbe potuto essere redatto nella forma del “rendiconto finanziario per cassa”. 

Questa espressione vuole significare che la redazione del documento avrebbe potuto essere effettuate tenendo in considerazione gli incassi e i pagamenti.

Ora, invece, i due limiti sono stati uniformati e nell’esempio anche il “Bilancio fiscale può essere correttamente predisposto in base al principio di cassa. L’eliminazione di questo “doppio binario” si traduce in una rilevante semplificazione degli adempimenti gravanti sugli enti del Terzo settore.

Rispetto al passato, la disciplina del Terzo settore è molto più puntuale anche con riferimento alla predisposizione del bilancio di esercizio.

Pertanto gli operatori del settore non possono che accogliere positivamente la semplificazione in rassegna.

Nicola Forte

8 agosto 2018

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