Il giudicato favorevole si estende ai coobbligati rimasti inerti

Con l’ordinanza n. 13930 del 31 maggio 2018, la Corte di Cassazione ha confermato il principio secondo cui: “In tema di limiti soggettivi del giudicato tributario, ove, in presenza di più coobbligati solidali, uno solo di essi impugni l’avviso di accertamento, mentre la sentenza che respinga il ricorso non ha effetti nei confronti degli altri, ex art. 1306, comma 1, c.c., al contrario la pronuncia favorevole, con la quale venga annullato, anche parzialmente, l’unico atto impositivo, esplica i suoi effetti verso tutti i condebitori cui lo stesso sia stato notificato, poiché il processo tributario è di natura costitutiva e volto all’annullamento di atti autoritativi e, pertanto, di essa potrà giovarsi anche il condebitore rimasto processualmente inerte per opporsi alla pretesa di pagamento (Cass. n. 3204 del 2018; Cass. n. 16560 del 2017)”.

Brevi note

L’annullamento della pretesa impositiva ottenuto da uno dei condebitori esplica i suoi effetti verso tutti i condebitori rimasti inerti, in quanto tale annullamento investe l’atto impositivo, che pur se notificato a tutti i condebitori, rimane unico.

È questo il principio di fondo che emerge dalla lettura delle diverse pronunce della Corte di Cassazione (vedasi, fra le altre, ord. n. 3204 del 9 febbraio 2018[1]).

Il principio espresso dai massimi giudici nella sentenza che si annota ha trovato un ulteriore conferma nella recente sentenza della Corte di Cassazione n. 9210 del 13 aprile 2018.

Per la Corte è rilevante il principio di cui all’art. 1306 del codice civile, secondo cui i condebitori possono opporre al creditore la sentenza pronunziata tra il creditore stesso ed uno dei condebitori in solido (salvo che sia fondata su ragioni personali del condebitore), principio che viene, secondo la costante giurisprudenza esteso ai rapporti relativi all’imposta di registro (v. Cass.S.U. n. 7053; Cass. n. 3306 del 2003; Cass. n. 10202 del 2003): “In tema di solidarietà tributaria (nella fattispecie per imposta di registro), qualora uno dei coobbligati, insorgendo avverso l’avviso di accertamento, ottenga un giudicato riduttivo del maggior valore accertato, non è precluso all’altro coobbligato, pur rimasto inerte di fronte all’avviso di accertamento ed all’avviso di liquidazione, di opporre all’amministrazione, in sede di impugnazione della cartella di pagamento, tale giudicato favorevole (salva l’irrepetibilità di quanto versato), ai sensi dell’art. 1306, secondo comma, c.c. La prevalenza dell’unitarietà dell’obbligazione solidale nascente dallo stesso titolo sul suo aspetto pluralistico, sancita dal citato art. 1306 c.c., opera, infatti, sul piano processuale che deroga ai limiti soggettivi del giudicato e ne consente l’estensione, prescindendo dalle vicende extraprocessuali relative alla situazione sostanziale in cui versa il condebitore inerte, il quale perciò non incontra limiti diversi da quelli costituiti dal giudicato diretto o da preclusioni processuali” (Cass. n. 12401 del 2003; Cass. n. 18025 del 2004; Cass. n. 28881 del 2008), nel senso che l’opponibilità al creditore del giudicato esterno, favorevole al condebitore rimasto estraneo al giudizio, può operare con l’unica limitazione della eventuale definitiva soccombenza del condebitore, che intende avvalersi del giudicato, nell’autonomo giudizio dallo stesso instaurato avverso l’atto impositivo emesso dall’Amministrazione finanziaria”.

Nell’ambito delle imposte indirette, diverse dall’Iva, sussiste, di fatto, un principio generale di solidarietà passiva.

In particolare, l’art.57, del D.P.R. n. 131/86 – il T.U. dell’imposta di registro – prevede che “Oltre ai pubblici ufficiali, che hanno redatto, ricevuto o autenticato l’atto, e ai soggetti nel cui interesse fu richiesta la registrazione, sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta le parti contraenti, le parti in causa, coloro che hanno sottoscritto o avrebbero dovuto sottoscrivere le denunce di cui agli articoli 12 e 19 e coloro che…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it