Modello Redditi 2018: la trasformazione dell'ACE in credito d'imposta IRAP

Premessa generale

Il Decreto Legge n. 91/2014 ha introdotto la possibilità di convertire l’eccedenza ACE in un credito d’imposta utilizzabile in diminuzione dell’Irap da versare in sostituzione del riporto negli anni successivi.
In presenza pertanto di “rendimento nozionale” superiore al “reddito complessivo netto determinato nel periodo d’imposta” è possibile optare per il riporto dell’eccedenza nei periodi di imposta successivi senza alcuna limitazione temporale ovvero per la trasformazione dell’eccedenza stessa in un credito d’imposta IRAP (nel caso di specie la parte non utilizzata è persa e non riportabile).

Nota: l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 21/E del 03 giugno 2015, ha chiarito i riflessi della trasformazione dell’ACE in credito IRAP soffermandosi sul tema del trattamento dell’eccedenza dell’agevolazione ACE e sulla relativa disciplina antielusiva.

LA TRASFORMAZIONE DELL’ECCEDENZA ACE IN CREDITO IRAP

L’eccedenza di “rendimento nozionale” che non trova capienza nel reddito di periodo non costituisce una maggiore “perdita fiscale” ma rappresenta una deduzione potenziale da applicare nei periodi successivi.

Nota: in virtù della nuova normativa l’Impresa ha la facoltà di usufruire dell’eccedenza ACE in forma di credito d’imposta.

L’eccedenza Ace risultante dallo scomputo del reddito d’impresa “incapiente”, in alternativa al riporto al successivo periodo d’imposta, può essere trasformata in un credito d’imposta IRAP da ripartirsi in 5 quote annuali di pari importo (art. 1, co. 4, del D.L. n. 201/2011) e comporta la rinuncia all’ordinario diritto di riporto a nuovo della stessa.

Nota: l’Agenzia delle Entrate con la circolare 21-E del 25 giugno 2014 ha ribadito la facoltà prevista dal D.L. n. 91/2014 per i soggetti IRPEF e per quelli Ires di usufruire di un credito d’imposta relativo all’eccedenza del rendimento nozionale non utilizzato da utilizzarsi in un periodo di 5 anni nei limiti dell’IRAP dovuta in ogni esercizio (Il contribuente potrà utilizzare anche parzialmente le eccedenze ovvero riportarle nei periodi di imposta successivi ai fini IRES o convertirle, in tutto o in parte, in credito di imposta IRAP).

L’Agenzia specifica che la conversione delle eccedenze in credito d’imposta IRAP non può essere revocata, con conseguente impossibilità di ripristinare ai fini IRES quanto già trasformato.

In merito all’utilizzo del credito d’imposta viene anche precisato che non operano il limite generale di compensabilità pari a 700.000 euro annui (art. 34, legge n. 388/2000), il limite che vieta la compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali, in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro (art. 31, D.L. n. 78/2010) e non è richiesta l’apposizione del visto di conformità.

Per la determinazione della misura del credito d’imposta i soggetti IRES devono applicare l’aliquota del 27,5% (dal 2017 24 %) all’eccedenza mentre i soggetti IRPEF devono applicare le aliquote corrispondenti agli scaglioni di reddito previste dall’art. 11 TUIR (nel modello redditi è necessario compilare il quadro RS).

Nel caso in cui la base agevolata ecceda il reddito d’impresa l’eccedenza nelle società di persone è imputata ai soci in proporzione alle quote di partecipazione al reddito e ciascun socio porterà detta eccedenza in deduzione dal proprio reddito d’impresa ; nell’impresa familiare l’importo corrispondente al rendimento nozionale che supera il reddito d’impresa è attribuito all’imprenditore e ai collaboratori familiari ovvero al coniuge dell’azienda coniugale in proporzione alle rispettive quote di partecipazione al reddito (C.M. 12/2014).

ESEMPI PRATICI DI CALCOLO

ESEMPIO SOCIETA’ SRL

Anno 2017: impresa in perdita fiscale per euro 40.000
deduzione ACE incapiente euro 5.000
IRAP dovuta euro…

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