Donazione di terreno edificabile a parenti e rivendita: continua il lavoro della Cassazione

di Antonino Russo

Pubblicato il 18 luglio 2018



Continua l’elaborazione giurisprudenziale intorno ai casi in cui il proprietario di un terreno edificabile dona detto bene ad un soggetto interposto (generalmente: un parente stretto) che, a sua volta, rivende il terreno e, così facendo, la plusvalenza in capo all’interposto (differenza tra prezzo di vendita e valore della donazione) risulta minima, se non nulla, mentre l’interponente sfugge ad ogni tassazione avendo effettuato la cessione a titolo gratuito

Continua l’elaborazione giurisprudenziale intorno al caso di donazione di terreno edificabile ad un soggetto interposto (generalmente: un parente stretto), che, a sua volta, rivende il terreno e, così facendo, la plusvalenza in capo all’interposto (differenza tra prezzo di vendita e valore della donazione) risulta minima, se non nulla, mentre l’interponente sfugge ad ogni tassazione avendo effettuato la cessione a titolo gratuito.

Prima di accennare a due recenti arresti del giudice di legittimità è bene richiamare il quadro normativo di interesse che si incentra, in primis, nei contenuti di cui all’art. 68, comma 2, del T.U.I.R., ove è previsto che, per i terreni acquistati per effetto di successione o donazione, vale come prezzo di acquisto il valore dichiarato nelle relative denunce ed atti registrati, od in seguito definito e liquidato, aumentato di ogni altro costo successivo inerente; ne deriva che non sortisce plusvalenza - ma scatena l’“attenzione” del Fisco - il caso in cui il valore eguale o prossimo tra atto di donazione e successiva cessione