Il Decreto Dignità in versione definitiva: come cambia il lavoro a tempo determinato

di Antonella Madia

Pubblicato il 17 luglio 2018



L'approvazione del "Decreto dignità" ha introdotto molte norme che influiscono sui contratti di lavoro a tempo determinato: tali norme hanno scatenato un dibattito sulla stampa circa i nuovi vincoli contrattuali. In questo articolo proponiamo un riassunto ragionato delle nuove norme

Il Decreto Dignità, ossia il D.L. n. 87 del 12 luglio 2018, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 dello scorso 13 luglio, ed è ufficialmente in vigore a partire dal 14 luglio 2018. Vediamo quali sono i cambiamenti apportati alla disciplina del contratto a tempo, e con quali novità ci si troverà a confrontarsi per la legittima stipulazione di un contratto a tempo determinato.

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Decreto dignità in vigore

È ormai in vigore a partire dallo scorso 14 luglio il Decreto Legge n. 87 del 12 luglio 2018, contenente “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, conosciuto ai più come “Decreto dignità”: tale Decreto Legge è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018, ed è in vigore dallo scorso 14 luglio. Con tale strumento il Governo ha voluto imprimere la propria impronta fornendo delle disposizioni di straordinaria necessità e urgenza volte a migliorare alcune condizioni che allo stato attuale non garantiscono – secondo il Governo – la dignità dei lavoratori e delle imprese.

Una delle novità più importanti – e certamente la più importante in materia di lavoro – è quella riguardante le numerose modifiche apportate al contratto di lavoro a tempo determinato, allo scopo di favorire l'applicazione del contratto a tempo indeterminato come normale forma contrattuale. In particolare, essendo numerose le modifiche riguardanti il contratto a tempo determinato, preliminarmente pare opportuno fare un confronto tra la precedente e la nuova normativa in modo da capire come cambierà il contratto di lavor