Nuovo quadro LC nel modello Redditi Persone Fisiche 2018 - Locazioni brevi

Circolare Settimanale Commercialista TelematicoQuest’anno, nel modello REDDITI PF 2018 troveremo il nuovo quadro LC utile per l’indicazione dei redditi derivanti dalle locazioni degli immobili da tassare con cedolare secca e delle ritenute subite sulle locazioni ad opera degli intermediari.

Infatti, il D.L. n. 50/2017 nel metter mano alla disciplina delle locazioni brevi, ha previsto la possibilità di opzione per la cedolare secca anche nei casi di sublocazione breve degli immobili abitativi o di locazioni brevi ad opera dei comodatari: in questi due fattispecie i redditi si qualificano quali redditi diversi e devono essere dichiarati nel quadro RL.

Ricordiamo che “si intendono per locazioni brevi i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online”.

Pertanto, il D.L. n. 50/2017 ha confermato che si ha una locazione breve ogni qualvolta non vengano superati i 30 giorni all’anno con riferimento allo stesso locatario: in tale fattispecie non si ha obbligo di registrazione del contratto.

Sempre il D.L. n. 50/2017 ha ampliato il concetto di locazione breve ammettendo in aggiunta alla messa a disposizione dell’immobile, anche la fornitura della biancheria e la pulizia degli ambienti purché le prestazioni aggiuntive non siano preponderanti rispetto alla locazione, altrimenti il locatore dovrebbe munirsi di partita IVA e il contratto rientrare nell’esercizio d’impresa.

Per quanto attiene al regime fiscale, optando per la cedolare secca sulla locazione degli immobili ad uso abitativo si applicherà l’aliquota del 21% in luogo delle aliquote IRPEF e delle addizionali comunali e regionali: l’aliquota forfettaria del 21% potrà essere applicata come già accennato anche nei casi di sublocazione breve degli immobili abitativi o di locazioni brevi ad opera dei comodatari.

Nel caso in cui nel contratto di locazione prendano parte anche degli intermediari e in particolare i soggetti esercenti l’attività di intermediazione immobiliare, anche tramite la gestione di portali online quali a titolo esemplificativo Airbnb o Booking, i quali mettono in contatto le persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, questi sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite a decorrere dal 1° giugno 2017.

Se poi gli intermediari si occupano anche dell’incasso dei canoni o dei corrispettivi relativi ai suddetti contratti, operano una ritenuta alla fonte del 21% che fungerà da imposta definitiva qualora il locatore abbia optato per la cedolare secca o quale acconto IRPEF qualora il locatore non abbia optato per la cedolare secca.

Ecco allora come nel rigo LC andremo a indicare:

  • in colonna 1 il totale dell’imposta sostitutiva da cedolare secca relativamente alla locazione abitativa in relazione ai redditi fondiari: si indicherà il totale delle imposte sostitutive del 10% o 21%;
  • in colonna 2 il totale dell’imposta sostitutiva da cedolare secca relativamente ai contratti di sublocazione breve o di locazione breve ad opera del comodatario: sarà indicato il 21% dell’importo inserito nel rigo RL10 a colonna 4;
  • in colonna 3 il risultato della somma degli importi indicati in colonna 1 e colonna 2 quali imposte sostitutive sui redditi fondiari e sui redditi diversi;
  • in colonna 4 le ritenute effettuate dagli intermediari nelle locazioni e certificate ai locatori tramite CU 2018;
  • in colonna 5 la differenza tra l’imposta sostitutiva dovuta e l’imposta sostitutiva trattenuta.

Francesco Burzacchi e Gianfranco Costa

giugno 2018

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