La notifica dell’accertamento al curatore del fallimento tornato in bonis

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 6 giugno 2018



Anche laddove la società sia tornata in bonis, è ammissibile l'appello notificato al curatore del fallimento nel caso in cui la perdita di capacità processuale del curatore, a seguito della revoca del fallimento, sia intervenuta dopo la pronuncia di primo grado e non sia stata dichiarata dal procuratore ovvero comunicata. Ogni nullità della notificazione dell'atto di appello si considera comunque sanata, con effetto ex tunc, con la costituzione in giudizio del fallito tornato in bonis

Anche laddove la società sia tornata in bonis, è ammissibile la notifica dell'accertamento al curatore del fallimento nel caso in cui la perdita di capacità processuale del curatore, a seguito della revoca del fallimento, sia intervenuta dopo la pronuncia di primo grado e non sia stata dichiarata dal procuratore ovvero comunicata. Ogni nullità della notificazione dell'atto di appello si considera comunque sanata, con effetto ex tunc, con la costituzione in giudizio del fallito tornato in bonis.

Il 30 ottobre del 2017 è stata pubblicata in G.U. la Legge n. 155/2017, che reca disposizioni per la riforma della disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Le modifiche, della cui attuazione è incaricato il Governo entro 12 mesi dall’entrata in vigore della norma, e oggi ancora non pervenute, sono elencate all’art. 14, della predetta legge.

A tal proposito il Governo, mediante propri decreti, dovrà in particolare:

- prevedere l'applicabilità anche alla S.r.l dell'articolo 2394 c.c., relativo alla responsabilità degli amministratori delle società verso i creditori sociali;

- abrogare l'articolo 2394-bis c.c. (cd. Azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali);

- affermare nel codice civile il dovere, sia del l'imprenditore che degli organi societari, di creare strutture interne di rilevazione dello stato di crisi

- inserire la procedura di liquidazione giudiziale nell'elenco delle cause di scioglimento delle società di capitali ex art. 2484 c.c.;

- prevedere la sospensione delle cause di scioglimento della società causato dalla perdita del capitale sociale o dalla sua riduzione al