Legge di bilancio 2018: affrancamento fiscale delle partecipazioni di controllo in società estere

Per effetto della Legge di bilancio 2018legge 27.12.2017, n. 205 – la possibilità di fare ricorso all’affrancamento fiscale dei maggiori valori delle partecipazioni di controllo, iscritti nel bilancio individuale in seguito a operazioni straordinarie e altre operazioni di acquisizione e riferibili ad avviamento, marchi e altre attività, viene esteso anche alle operazioni su partecipate estere. Più in particolare, l’affrancamento può ora riguardare le partecipazioni di controllo in società sia residenti che non residenti, anche prive di stabile organizzazione in Italia.

Le nuove disposizioni risultano applicabili agli acquisti di partecipazioni di controllo perfezionati a partire dal periodo di imposta anteriore a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di bilancio, nei limiti dei disallineamenti ancora esistenti alla chiusura di tale periodo.

Cosa dice la norma?

Il presupposto per poter fruire dell’affrancamento agevolato delle partecipazioni di controllo si rinviene nell’art. 15, comma 10-bis, del D.L. 29.11.2008, n. 185, convertito dalla legge 28.1.2009, n. 2, che fa riferimento ad operazioni straordinarie quali conferimenti, scissioni, fusioni, cessioni di aziende e scambi di partecipazioni. L’accesso al beneficio è inoltre riconosciuto anche ai titolari di partecipazioni acquisite nell’ambito di operazioni di cessioni di azienda o di partecipazioni.

Il riconoscimento fiscale dei maggior valori emersi per effetto di tali operazioni e incorporati nella partecipazione iscritta nel bilancio dell’ente controllante è subordinato al versamento di un’imposta sostitutiva del 16% sui plusvalori riferiti a marchi, avviamento o asset immateriali diversi.

L’imposta deve essere corrisposta entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui redditi dovute per l’esercizio nel quale l’operazione ha avuto luogo.

Il riconoscimento fiscale dei valori affrancati decorre dal secondo periodo di imposta successivo a quello del pagamento.

In particolare, i commi da 10 in poi dell’art. 15 stabiliscono attualmente quanto segue:

  • comma 10: in deroga alle disposizioni dell’art. 176, comma 2-ter, del TUIR (imposta sostitutiva sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo dalla società conferitaria per effetto di conferimenti), i contribuenti possono assoggettare, in tutto o in parte, i maggiori valori attribuiti all’avviamento, ai marchi d’impresa e alle altre attività immateriali all’imposta sostitutiva di cui al medesimo comma 2-ter, con l’aliquota del 16%, versando in unica soluzione l’importo dovuto entro il termine di versamento a saldo delle imposte relative all’esercizio nel corso del quale è stata posta in essere l’operazione; i maggiori valori si considerano riconosciuti fiscalmente a partire dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è versata l’imposta sostitutiva;
  • comma 10-bis: le previsioni del comma 10 sono applicabili anche ai maggiori valori delle partecipazioni di controllo in società residenti e non residenti anche prive di stabile organizzazione in Italia, iscritti in bilancio a seguito dell’operazione a titolo di avviamento, marchi d’impresa e altre attività immateriali (per partecipazioni di controllo si intendono quelle incluse nel bilancio consolidato; per le imprese – IAS, si intendono quelle incluse nel bilancio consolidato ai sensi delle relative previsioni;
  • comma 10-ter: le previsioni del comma 10 sono applicabili anche ai maggiori valori – attribuiti ad avviamenti, marchi di impresa e altre attività immateriali nel bilancio consolidato – delle partecipazioni di controllo acquisite nell’ambito di operazioni di cessione di azienda ovvero di partecipazioni in società residenti e non residenti anche prive di stabile organizzazione in Italia.

L’attuazione

Il più recente provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate riguardante l’affrancamento delle partecipazioni di controllo è il…

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