Notifica dell’impugnazione della sentenza alla parte personalmente

Il luogo della notificazione dell’appello

La Corte di Cassazione ha riaffrontato, senza stravolgere i principi espressi in precedenza, il tema del luogo della notificazione dell’appello nelle liti tributarie.

Il caso è stato offerto da una decisione della CTR Campania che aveva dichiarato inammissibile l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza di prime cure, inerente un silenzio rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso su ritenuta IRPEF in ordine alla (oramai) superata questione sull’ incentivo all’esodo.

In particolare, la declaratoria di inammissibilità si rivolgeva all’appello notificato alla parte personalmente e non al domicilio eletto presso il difensore costituito in primo grado, dopo che la notifica ivi tentata non era andata a buon fine, essendo risultato il difensore del contribuente sconosciuto all’indirizzo indicato.

Ebbene, il collegio di piazza Cavour, con la sentenza n. 2760 del 5.2.2018, ha disconosciuto l’inesistenza della notificazione, così come affermata dai giudici campani, richiamando le ultime indicazioni delle Sezioni Unite (cfr. Cass. 20 luglio 2016, n. 14916) , intese a chiarire che il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 17 è norma speciale e dunque prevalente del processo tributario di merito rispetto all’art. 330 c.p.c. del codice di rito, applicabile nella successiva fase di legittimità.

In effetti, l’art. 17, comma 1 succitato decreto, prevede che “le comunicazioni e le notificazioni sono fatte, salva la consegna in mani proprie, nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all’atto della sua costituzione in giudizio“; pertanto, ad avviso della Corte, è correttamente eseguita la notifica effettuata a mani al domicilio reale alla parte personalmente una volta tentata vanamente la notifica al domicilio eletto presso il difensore costituito in primo grado, perchè risultato ivi sconosciuto, senza che fosse stata effettuata la comunicazione di variazione; tale assetto comporta che, nel caso di mancata costituzione in giudizio del contribuente,  il giudice d’appello deve provvedere a disporre d’ufficio la rinnovazione della notificazione ex art. 291 c.p.c., norma applicabile al giudizio tributario in virtù della clausola generale di rinvio, nei limiti della compatibilità, di cui all’art. 1 c.p.c., comma 2, onde consentire di provvedere alla sanatoria della nullità per notifica difforme da quella prevista in primis al domicilio eletto (cfr. anche Cass. sez. 6-5, ord. 21 giugno 2017, n. 15402).

Le indicazioni delle Sezioni Unite e il luogo di notificazione del ricorso per cassazione

Pare opportuno rammentare che, con la decisione n. 14916/2016, richiamata dalla Corte nell’arresto del 2018, il Supremo Collegio di nomofilachia, in ordine all’aspetto del luogo della notificazione del ricorso per cassazione avverso le sentenze delle Commissioni tributarie regionali, addiveniva alla conclusione accennata ritenendo applicabile la disciplina ex art. 330 c.p.c., sebbene – in ragione del principio di ultrattività dell’indicazione della residenza o della sede e dell’elezione di domicilio effettuate in primo grado, stabilito dall’art. 17, comma 2, D.Lgs. n. 546/1992 – possa ritenersi valida la notificazione eseguita presso uno di tali luoghi ex art. 330, comma 1, seconda ipotesi, del Codice di rito, nell’ipotesi caso di contumacia della parte nel giudizio di appello, oppure, di costituzione di quets’ultima senza l’espressione di indicazioni al riguardo.

Da notare che il riferimento all’ ultrattività ex art. 17, comma 2, citato Decreto – coniugabile con l’art. 330, comma 1, c.p.c. – finiva con il sottolineare una linea di continuità con la decisione n. 8053/2014, responso che aveva aperto i cc.dd. filtri al ricorso in Cassazione anche alle decisioni dei giudici tributari di appello, escludendo la presenza nell’ordinamento tributario di un giudizio “special-tributario” in Cassazione.

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