Detrazione IVA: criticità operative in merito al momento di esercizio della detrazione

Con la nota congiunta del 27 marzo 2018 dell’Associazione Nazionale dei Commercialisti e di Confimi Industria, è stato analizzato, con casi ed esempi, il momento di esercizio del diritto alla detrazione IVA a seguito delle modifiche apportate dal legislatore con la Manovra Correttiva 2017.
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Il legislatore, con le modifiche apportate dal D.L. n. 50/2017, è intervenuto sull’articolo 19, comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972, modificando, nel secondo periodo, il termine entro cui può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti o sulle importazioni di beni.
In particolare, secondo le nuove disposizioni “il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”.
In seguito all’intervento normativo in commento, quindi, risultano invariate le regole che disciplinano la nascita del diritto alla detrazione, che resta ancorato all’esigibilità dell’imposta, mentre è stato ridotto il termine entro il quale il soggetto passivo può esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA.
Tale termine è, dunque, individuabile al più tardi nella data di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto.

La nuova detraibilità IVA: più dubbi che certezze

La registrazione delle fatture
La nuova formulazione dell’articolo 25, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, a seguito delle modifiche introdotte dalla Manovra correttiva 2017, prevede ora che la fattura debba essere annotata “in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno”.
Il dettato di tale disposizione deve essere coordinato con la nuova formulazione dell’articolo 19, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, il quale ammette l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti o sulle importazioni al più tardi con la dichiarazione IVA relativa all’anno in cui il diritto è sorto.
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate è del parere che il coordinamento tra le due norme non possa che essere ispirata ai principi dettati per il diritto alla detrazione dal legislatore unionale, così come declinati dalla Corte di Giustizia.
L’art. 179 della Direttiva comunitaria stabilisce che il diritto alla detrazione va esercitato nel periodo in cui è sorto, ossia nel periodo in cui l’imposta è divenuta esigibile. Tale diritto, in ogni caso, è esercitato “secondo quanto previsto all’articolo 178”, il quale indica le condizioni formali per l’esercizio del diritto, tra cui, nell’ipotesi principale, il possesso della fattura.
Nella sentenza 29 aprile 2004, C-152/02, la Corte di Giustizia, occupandosi di una fattispecie concernente le due norme citate (si trattava, in particolare, di stabilire se un soggetto passivo potesse esercitare il diritto alla detrazione soltanto con riferimento all’anno solare in cui era pervenuta la fattura, o se piuttosto il diritto dovesse essere esercitato, anche con effetto retroattivo, per l’anno solare in cui il medesimo era sorto), ha esplicitato che le disposizioni della direttiva si interpretano nel senso che “il diritto alla detrazione deve essere esercitato con riguardo al periodo di imposta nel corso del quale ricorrono i due requisiti prescritti da tale disposizione, vale a dire che la cessione dei beni o la prestazione dei servizi abbia avuto luogo e che il soggetto d’imposta sia in possesso della fattura o del documento che possa …

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