Contratto di rete: come esternalizzare i dipendenti

di Antonella Madia

Pubblicato il 11 aprile 2018



Gli annunci pubblicitari che sempre più insistenti promuovono l’utilizzo del distacco e della codatorialità nell’ambito di contratti di rete, evidenziando i presunti vantaggi di natura economica di cui beneficerebbero le imprese, attraverso una evidente violazione di diritti fondamentali dei lavoratori, danno luogo ad ipotesi di somministrazione e distacco illeciti, al punto da spingere l’Ispettorato nazionale del lavoro a fornire i chiarimenti applicativi necessari ad evitare sanzioni

Gli annunci pubblicitari che sempre più insistenti promuovono l’utilizzo del distacco e della co-datorialità nell’ambito di contratti di rete, evidenziando i “presunti vantaggi” di natura economica di cui beneficerebbero le imprese, attraverso una evidente violazione di diritti fondamentali dei lavoratori, danno luogo ad ipotesi di somministrazione e distacco illeciti, al punto da spingere l’Ispettorato nazionale del lavoro (Circ. n. 7 del 29 marzo 2018) a riepilogare le disposizioni vigenti in materia.

 

Premessa

Le imprese che ricorrono a “sistemi di esternalizzazione dei dipendenti” spesso vengono tratti in inganno da pubblicità a dir poco fuorvianti che evidenziano i “forti vantaggi” di natura economica in caso di utilizzo del distacco e della codatorialità nell’ambito di contratti di rete.

Lavoro straordinario/festivo senza maggiorazioni, assenza di responsabilità legale e patrimoniale verso i dipendenti esternalizzati, utilizzo del personale alla stregua del lavoro interinale, mancata applicazione del CCNL in caso di socio lavoratore di cooperativa: sono solo alcune d