Da Luglio 2018 stop ai contanti per il pagamento delle buste paga

Corresponsione della retribuzione: novità nella Legge di Bilancio 2018

Con la definitiva approvazione della Legge di Bilancio 2018 è stata introdotta una disposizione che cambierà notevolmente la normale gestione del rapporto di lavoro: in particolare tale novità riguarda la corresponsione della retribuzione e dei compensi ai lavoratori dipendenti. Tale tema è stato spesso citato anche prima dell’approvazione di tale legge, proprio per l’innovazione che avrebbe apportato e la disposizione è nata con il palese obiettivo di contrastare gli abusi a cui sono avulsi molti datori di lavoro, i quali fanno firmare delle buste paga ai propri dipendenti che nella realtà dei fatti non rispecchiano quanto effettivamente corrisposto. Tale disciplina vieta così la corresponsione dei contanti a partire dal 1° luglio 2018, per i rapporti di lavoro dipendente, di collaborazione coordinata e continuativa, per i contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma delle cooperative con i propri soci, ad esclusione dei rapporti instaurati con le pubbliche amministrazioni e di quelli inerenti ai servizi familiari e domestici.

 

Stop ai pagamenti in contanti

Con la disposizione in questione, dovrebbe cessare definitivamente questa scorretta pratica, di modo che tutti i pagamenti corrisposti ai lavoratori dovranno essere tracciati: la novità è contenuta all’interno della Legge di Bilancio 2018, e in particolare all’articolo 1, commi 910-914.  Così, a partire dal primo luglio 2018 i datori di lavoro e i committenti dovranno corrispondere al lavoratore la retribuzione – così come ogni anticipo della stessa – attraverso una banca o un ufficio postale, utilizzando i seguenti mezzi:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale nel quale il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. A tal proposito merita di essere segnalato che la Legge prevede che nel caso di “impedimento comprovato” il delegato a ricevere il pagamento debba essere il coniuge, il convivente, un familiare in linea diretta o collaterale del lavoratore, purché di età non inferiore a 16 anni.

 

Le previsioni

La nuova Legge di Bilancio precisa ancora che è fatto divieto al datore di lavoro o al committente di corrispondere la retribuzione direttamente in contanti al lavoratore qualsiasi sia la tipologia di rapporto di lavoro instaurato: subito dopo, la disposizione procede all’identificazione, di cosa si caratterizzi a tali fini per rapporto di lavoro, per il quale tale disposizione intende (comma 912, art. 1, della L. di Bilancio 2018) “ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142”.

Inoltre la Legge precisa che “la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione”.

Soggetti esclusi

Le disposizioni riguardanti il pagamento delle retribuzioni con strumenti tracciabili, ai sensi di quanto previsto dal comma 913, art. 1, della L. di Bilancio, non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le Pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001, a quelli di cui alla Legge n. 339/1958 (addetti ai servizi domestici), né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali…

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