Impresa familiare e convivenza di fatto: attribuzione del reddito

di Federico Gavioli

Pubblicato il 16 novembre 2017

il reddito spettante ad un convivente di fatto che presta la propria opera all'interno dell'impresa familiare dell'altro convivente, è imputabile in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili, in applicazione del principio di trasparenza

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateIl reddito spettante ad un convivente di fatto che presta la propria opera all'interno dell'impresa dell'altro convivente, è imputabile in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili, in applicazione del principio di trasparenza di cui all'articolo 5, del DPR 917/8; il comma 4 di tale ultima norma richiama solo l'art. 230-bis del c.c. (Impresa familiare), e non anche l'art.o 230-ter del c.c., introdotto dalla Legge Cirinnà, recante la disciplina dei diritti spettanti al convivente che partecipa all'impresa dell'altro convivente. Il riferimento contenuto in quest'ultima norma alla "partecipazione agli utili dell'impresa familiare" spettanti al convivente consente tuttavia di applicare a questa ipotesi i principi generali che hanno portato alla collocazione dell'impresa familiare all'interno dell'articolo 5, del DPR 917/86.

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Con la risoluzione 134/E del 26 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate a seguito di una istanza di interpello ai sensi dell’art. 11 della legge 27 lugl