Cassa integrazione: il calcolo del quinquennio mobile secondo il Ministero del Lavoro

di Antonella Madia

Pubblicato il 17 novembre 2017

il D.Lgs. n. 148/2015 ha previsto numerose novità in tema di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro; in relazione a tale Decreto, un tema che ha rivestito notevole interesse per via della sua difficile individuazione è quello del calcolo del quinquennio (ma anche del biennio) cd. “mobile” per l’accesso ai trattamenti in esame: ecco i chiarimenti di prassi dal ministero del lavoro

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateIl D.Lgs. n. 148/2015 e la modifica agli ammortizzatori sociali

Il Decreto Legislativo n. 148/2015 ha avuto lo scopo – tra gli altri – di modificare notevolmente le modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. In particolar modo si segnala infatti che il Decreto segnalato poc'anzi è intervenuto con una modifica degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto lavorativo, prevedendo per ciascuna unità produttiva un trattamento ordinario e straordinario di integrazione salariale con una durata massima complessiva di 24 mesi in un cd. “quinquennio mobile”: nonostante tale Decreto parli diverse volte e in diversi punti di biennio e quinquennio mobile, non chiarisce in maniera incontrovertibile tale concetto, al punto che numerose sono state le richieste avanzate nei confronti della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e della Formazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; così si è reso necessario da parte della Direzione segnalata, provvedere all'emanazione di una Circolare esplicativa e soprattutto chiarificatoria di cosa debba essere inteso per "quinquennio mobile": tale Circolare è la n. 17 dell'8 novembre scorso.  

I riferimenti al quinquennio (e biennio) cd. “mobile” nel D.Lgs. n. 148/2015

Prima di entrare nel merito della individuazione di quinquennio mobile fornita dal Ministero