Cassa integrazione: il calcolo del quinquennio mobile secondo il Ministero del Lavoro

Il D.Lgs. n. 148/2015 e la modifica agli ammortizzatori sociali
Il Decreto Legislativo n. 148/2015 ha avuto lo scopo – tra gli altri – di modificare notevolmente le modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. In particolar modo si segnala infatti che il Decreto segnalato poc’anzi è intervenuto con una modifica degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto lavorativo, prevedendo per ciascuna unità produttiva un trattamento ordinario e straordinario di integrazione salariale con una durata massima complessiva di 24 mesi in un cd. “quinquennio mobile”: nonostante tale Decreto parli diverse volte e in diversi punti di biennio e quinquennio mobile, non chiarisce in maniera incontrovertibile tale concetto, al punto che numerose sono state le richieste avanzate nei confronti della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e della Formazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; così si è reso necessario da parte della Direzione segnalata, provvedere all’emanazione di una Circolare esplicativa e soprattutto chiarificatoria di cosa debba essere inteso per “quinquennio mobile”: tale Circolare è la n. 17 dell’8 novembre scorso.

 
I riferimenti al quinquennio (e biennio) cd. “mobile” nel D.Lgs. n. 148/2015
Prima di entrare nel merito della individuazione di quinquennio mobile fornita dal Ministero, sembra opportuno segnalare la normativa che cita tale arco temporale, allo scopo di individuarne l’importanza nella materia degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: a tale scopo basti pensare che di quinquennio mobile si parla lungamente e diffusamente all’interno del D.Lgs. n. 148 del 14 settembre 2015. A titolo esemplificativo, anche la stessa Circolare del Ministero del Lavoro fa notare come si parli di quinquennio mobile:

all’interno dell’articolo 4, quando si fa riferimento alla durata massima complessiva del trattamento ordinario e straordinario di integrazione salariale, che non può superare una durata complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile (fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22, comma 5). Tale limite massimo viene prolungato a 30 mesi per le imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini, così come per le imprese di cui all’articolo 10 comma 1, lettere n) e o);
nell’articolo 22 si parla di quinquennio mobile quando si fa riferimento alle singole causali che comportano la possibilità di intervento della Cassa Integrazione. Così:

nel caso della riorganizzazione aziendale, con riferimento a ciascuna unità produttiva, il trattamento straordinario di integrazione salariale può avere una durata massima di 24 mesi, anche continuativi in un quinquennio mobile;
per la causale di crisi aziendale, il trattamento straordinario di integrazione salariale può avere una durata massima di 12 mesi, anche continuativi; una nuova autorizzazione non può essere concessa prima che sia passato un periodo pari a due terzi di quello relativo alla precedente autorizzazione;
per la causale di contratto di solidarietà e relativamente a ciascuna unità produttiva, il trattamento straordinario di integrazione salariale può avere una durata massima di 24 mesi, anche continuativi in un quinquennio mobile. Ai fini del calcolo della durata massima complessiva, la durata dei trattamenti per la causale di contratto di solidarietà viene computata nella misura della metà per la parte non eccedente i 24 mesi e per intero per la parte eccedente. Alle condizioni innanzi indicate, la durata massima del contratto di solidarietà può raggiungere 36 mesi, anche continuativi, nel quinquennio mobile.

tali concetti di biennio e quinquennio mobile rientrano però anche in un’altra casistica fondamentale, che è quella dei contratti di solidarietà, la cui disciplina cita espressamente questi due archi temporali; così ad esempio l’articolo 30, comma 1 prevede una durata massima della prestazione in …

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