Segnalazione da spesometro di partita IVA cessata: e se la fattura fosse falsa? Il rischio Antiriclaggio del consulente…

di Giuseppe Zambon

Pubblicato il 18 ottobre 2017

dopo il problema della detrazione IVA, oggi analizziamo un secondo attuale problema che riguarda le partite IVA cessate segnalate tramite il nuovo spesometro: tali fatture potrebbero essere potenzialmente false (fatture per operazione inesistenti?) il che dovrebbe far nascere il sospetto previsto dalle norme antiriciclaggio... e quindi la segnalazione...?

Da più parti nei convegni, ma anche sui social network si discute della necessità o meno di effettuare una segnalazione di operazione sospetta (SOS) all’UIF quando l’Agenzia delle Entrate (Ade) ritorna una ricevuta di “spesometro” con segnalazione di partita IVA cessata.

Tralasciando ovviamente i semplici errori di contabilizzazione che dovranno essere sistemati o gli errori del sistema perché la partita IVA al controllo risulta attiva o anche le cessazioni avvenute successivamente alla data di emissione della fattura, ma prima di inviare lo “spesometro” che sono ovviamente regolari, quando il professionista riceve comunicazione dall'Ade nella ricevuta dello spesometro che relativamente ad un fornitore di un suo cliente la partita IVA è cessata e da un controllo su Entratel si accorge che è successo anni fa, qualche dubbio se lo deve porre.

Le fatture potrebbero essere potenzialmente false (il che dovrebbe far nascere il sospetto previsto dalle norme antiriciclaggio) e quindi costituire reato presupposto per la normativa antiriciclaggio. Il cliente del profe