Operazioni inesistenti o esistenti?

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 7 ottobre 2017

partendo da una sentenza di Cassazione proviamo ad indagare quali sono i motivi per cui un'operazione può essere considerata inesistente, con tutti i riflessi fiscali del caso: ad esempio se si riceve una fattura per operazione soggettivamente inesistente si rischia di perdere la deducibilità dell'IVA

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditate La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21294 del 20.10.2016, ha stabilito alcune rilevanti considerazioni in tema di operazioni inesistenti.

Nel caso di specie, con avviso di accertamento relativo all'anno 2004, era stata accertata nei confronti di una società, fra l'altro, imposta IVA in relazione a fatture relative ad operazioni inesistenti ed altri costi indeducibili ai fini IRES e IRAP.

Il ricorso della contribuente veniva rigettato dalla Commissione Tributaria Provinciale, con sentenza poi ribaltata dalla Commissione Tributaria Regionale che accoglieva l’appello del contribuente, ritenendo che la realizzazione di tre corpi di fabbrica (di un complesso turistico alberghiero) faceva presumere l'avvenuta assegnazione dei lavori indicati nelle fatture controverse.

La CTR considerava dunque tale dato oggettivo insuperabile.

E la circostanza che le ditte, di cui alle fatture contestate, non risultavano possedere idonei mezzi meccanici poteva fare presumere che le stesse avessero operato con mezzi meccanici di terzi, ma non poteva inficiare il dato incontrovertibile che le opere fossero state eseguite, posto che tali opere effettivamente esistevano.

Né vi era prova che la società ricorrente conoscesse che i mezzi meccanici erano di terzi soggetti.

L’Agenzia delle Entrate proponeva allora ricorso per cassazione, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art.21 d.p.r. n. 633/1972.

Osservava infatti la ricorrente Amministrazione che era emerso che le tre ditte emittenti le fatture erano prive dei mezzi idonei a svolgere l'esecuzione dei lavori descritti in fattura e che, benché la CTR avesse ritenuto la realizzazione delle opere sufficiente a superare la presunzione di inesistenza delle fatture, nel caso di specie non si trattava di inesistenza oggettiva ma di inesistenza soggettiva delle operazioni.

Con un secondo motivo di censura l’Agenzia denunciava poi la violazione dell'art. 54, c. 2, d.p.r. n. 633/1973, osservando che pareva arduo, alla luce della condizio