Accertamento anticipato: se l’accesso è negativo non si aspetta

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 18 settembre 2017

sono tanti i casi di contenzioso in tema di accertamento anticipato: la norma prevista dallo Statuto del contribuente trova applicazione esclusivamente in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateLa Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15783 del 23 giugno 2017, ha confermato che le garanzie proprie dell’art. 12, comma 7, della L. n. 212/2000, si hanno solo nei casi di controlli esterni effettivamente avvenuti.

Il fatto

L’Ufficio notificava ad A.T. un avviso di accertamento per la ripresa a tassazione di IRPEF, IRAP e IVA relative all’anno 2007.

La CTP di Trieste accoglieva il ricorso con sentenza confermata dalla CTR. Secondo il giudice di appello l’obbligo del contraddittorio preventivo, sancito dall’art. 12, c. 7, L. n. 212/2000, riguardava qualunque accertamento, anche in assenza di accesso presso la sede del contribuente.

Le doglienze delle Entrate

Secondo le Entrate, non trova applicazione l’art. 12, c. 7, della L. n. 212/2000, atteso che la CTR non avrebbe considerato che nell’ipotesi di accertamento nel quale la verifica della documentazione era avvenuta, su espressa richiesta della contribuente, presso l’Agenzia, dopo la notifica di pvc con il quale l’ufficio, preso atto che nel corso dell’accesso ai locali dell’impresa non era stata rinvenuta alcuna documentazione, aveva richiesto l’acquisizione della stessa alla parte contribuente.

La sentenza

La Corte prende le mosse dal richiamo del pronunciamento a Sezioni Unite (sent. n. 24823/2015), che ha chiarito che le garanzie fissate nell’art. 12, c. 7, L. n. 212/2000 trovano applicazione esclusivamente in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente; ciò, peraltro, indipendentemente dal fatto che l’operazione abbia o non comportato constatazione di violazioni.

Nella medesima occasione le Sezioni Unite hanno chiarito che “Differentemente dal diritto dell’U