Occultamento documenti contabili: i reati tributari e fallimentari colpiscono insieme

Pubblicato il 21 luglio 2017

non costituisce violazione del principio del ne bis in idem la condanna di un soggetto, in relazione alla medesima condotta di occultamento di documenti contabili, alla pena prevista per il reato tributario e a quella prevista per la bancarotta documentale

Commercialista_Telematico_Post_1200x628px_Guardia_Di_FinanzaLa Corte di Cassazione Penale, Sez. V, con la sentenza del 5 luglio 2017 n. 32367, ha affermato che non costituisce violazione del principio del ne bis in idem la condanna di un soggetto, in relazione alla medesima condotta di occultamento e/o distruzione di documenti contabili, per i distinti reati di cui all’art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000 e di cui all’art. 216, c. 1 della Legge Fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale).

La Suprema Corte, infatti, ha evidenziato la configurabilità del concorso delle fattispecie criminose dianzi citate, stante in sostanza la completa diversità: del bene giuridico tutelato dalla stesse, visto che, mentre il reato penal-tributario di occultamento o distruzione di documenti contabili è posto a salvaguardia dell’interesse fiscale al buon esito della riscossione coattiva, la norma fallimentare è volta alla protezione dell’interesse della massa dei creditori al soddisfacim