La ricostruzione induttiva arbitraria: il contribuente può vincere

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 8 luglio 2017

in caso di accertamento induttivo che presenta una ricostruzione arbitraria non collegata alla realtà aziendale (nel caso in esame si tratta di percentuali di ricarico sballate), il contribuente può riuscire a far correggere/annullare l'avviso di accertamento

Commercialista_Telematico_Post_1200x628px_Guardia_Di_FinanzaLa CTP di Firenze, con la sentenza n. 1292/1/16 del 04.10.2016, ha affermato importanti considerazioni in tema di legittimità dell’accertamento induttivo, si tratta di contestazione su una ricostruzione induttiva arbitraria

Nel caso di specie gli avvisi di accertamento erano stati notificati agli organi del fallimento ella società nel frattempo intervenuto.

Gli avvisi nascevano da una verifica fiscale dalla quale era emersa l’omessa dichiarazione dei redditi, che consentiva pertanto all’Ufficio di procedere ad una ricostruzione induttiva del reddito di impresa.

L’Ufficio assumeva dunque il costo complessivo delle prestazioni di lavoro di dipendenti e collaboratori come elemento da cui ricavare i costi e ricavi della società.

E, ritenendo che tale unica voce di costo fosse attendibile ai fini della ricostruzione complessiva dell’attività societaria, provvedeva ad estrapolare l’incidenza del costo in esame sui ricavi, calcolandola come media aritmetica su un campione di 10 imprese aventi lo stesso codice attività ed ottenendo così una percentuale di ricarico del 62,85%. Con lo stesso campione di imprese veniva poi anche estrapolata la percentuale di incidenza del costo del venduto sul fatturato. Su tali basi venivano infine ricalcolati i valori accertati.

Il curatore aveva dunque presentato istanza di riesame, evidenziando fra l’altro che il codice attività su cui era stato costruito il campione di riferimento non era rappresentativo della effettiva attività svolta dalla società e