IRAP dovuta per il lavoro svolto da terzi

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 3 luglio 2017

se il professionista fa ricorso in modo continuativo al lavoro di terzi per la fornitura di tutti i servizi necessari allo svolgimento della propria attività, l'IRAP è dovuta

copertina video presentazione ct youtubeSe il professionista fa ricorso al lavoro di terzi per la fornitura di tutti i servizi in modo continuativo, allora l’Irap è dovuta.

Il principio è contenuto nella sent. n. 9478/2017 della Cassazione da cui emerge che il ricorso a terzi, in forma rilevante e non occasionale ma continuativa, integra il presupposto dell’esercizio abituale di una attività organizzata autonomamente, ai sensi dell’art. 2, c. 1, del d.lgs. n. 44671997, per cui è dovuto il versamento dell’Irap.

Principi giuridici dell’Irap

Occorre evidenziare che l’Irap, introdotta con il decreto legislativo n. 446/1997, è una vera e propria tassa, ed è dovuta da aziende, enti e liberi professionisti ossia da tutti coloro che esercitano un’attività anche non commerciale, ivi comprese le Pubbliche Amministrazioni.

L’esercizio del lavoro autonomo di cui all’art. 49, c. 1, ovvero dall’art. 53, c. 1, Dpr n. 917/1986, “è escluso dall’applicazione dell’imposta reale sulle attività produttive