L’inutilizzabilità processuale dei documenti non forniti in sede di controllo

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 3 giugno 2017

vediamo in quali casi il comportamento omissivo del contribuente, che non ottempera alla richiesta di esibizione di documenti, prevede l'inutilizzabilità processuale dei documenti non prodotti in sede di verifica

Processo_TributarioLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19507 del 30.9.2016, ha chiarito le conseguenze sulla utilizzabilità processuale di documenti non forniti in sede di controllo e richieste istruttorie.

Nel caso di specie l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Basilicata, con la quale era stato rigettato l'appello proposto dall'Ufficio avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Matera, che aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente avverso l'avviso di accertamento di maggior reddito d'impresa per l'anno di imposta 1997.

L'accertamento scaturiva da una verifica, operata dalla Guardia di Finanza per gli anni di imposta 1995/96/97, all'esito della quale veniva accertato un apporto alla cassa dell'azienda di ammontare tale che i verificatori ritenevano che derivasse da proventi illeciti, non essendo i redditi dichiarati dal contribuente tali da giustificare apporti di così elevata entità.

Sulla base delle risultanze della disposta consulenza tecnica d'ufficio il giudice di primo grado, con pronuncia confermata in appello, riteneva però che i ricavi dichiarati dal contribuente fossero compatibili con i movimenti bancari.

L'Agenzia delle Entrate deduceva quindi davanti alla Suprema Corte la violazione dell'art. 32, comma 3, D.P.R. n. 600/73, per avere la CTR fatto proprie le conclusioni della CTU, dando rilievo a movimenti di conto corrente bancari taciuti, senza giustificazione, dal contribuente in sede di verifica e di questiona