Interruzione del processo per cancellazione del difensore dall’albo professionale

di Antonino Russo

Pubblicato il 15 giugno 2017

la Cassazione ha sciolto il dubbio sugli effetti della notifica dell'atto di impugnazione eseguita nei confronti del difensore volontariamente cancellatosi dall'albo prima della notifica medesima, ma dopo il deposito della sentenza impugnata, e sulla idoneità (o meno) del medesimo atto alla instaurazione di un valido contraddittorio e all’impedimento del passaggio in giudicato della sentenza impugnata.

Processo_TributarioLe Sezioni Unite Civili hanno sciolto il dubbio sugli effetti della notifica dell'atto di impugnazione eseguita nei confronti del procuratore domiciliatario volontariamente cancellatosi dall'albo prima della notifica medesima, ma dopo il deposito della sentenza impugnata, ovvero sulla idoneità (o meno) del medesimo atto alla instaurazione di un valido contraddittorio e all’impedimento del passaggio in giudicato della sentenza impugnata.

La decisione n. 3702 del 13 febbraio 2013 è giunta alla conclusione (che si spiegherà a breve) dopo aver ripercorso anche l’assetto del previgente codice di rito e dei lavori preparatori di quello del 1940.

Da molti decenni, intorno alla fattispecie prospettata, si erano formati tre indirizzi interpretativi.

Il primo propendeva per l’inesistenza della notifica (Cass. SS.U. n. 935/68; Cass., sez. 2, 06.06.1969, n. 1986; Cass., sez. 3’, 25.09.1979, n. 4946; Cass., sez. 3’, 18.09.1986, n. 5676; Cass. SS.UU 21.11.1996, n. 10284; Cass., sez. 3’, 22.04.1997, n. 3468; Cass., sez. 1’, 17.07.1999, n. 7577; Cass., sez. 2’, 05.10.2001, n. 12294; Cass., sez. 2’, 06.03.2003, n. 3299; Cass., sez. 1’, 20.01.2006, n. 1180; Cass., sez. L, 21.09.2011, n. 19225; Cass., sez. 3’, 11.06.2014, n. 13244), osservando l’impossibilità di ulteriore esercizio della professione forense da parte del difensore non (più) iscritto all'albo (carente, per questo, di ius postulandi) e l’ inapplicabilità del principio di ultrattività del mandato , con contestuale necessità di garantire il rispetto del diritto di difesa (art. 24 Cost.) e al contraddittorio (art. 111 Cost.) della parte rappresentata dal difensore cancellatosi dall'albo.

La seconda chiave di lettura, fornita dal giudice di legittimità, era quella della nullità della notifica dell'atto di impugnazione (Cass. n. 12478/13; Cass. n. 9528/09; Cass. n. 27450/05; Cass. n. 11360/99); secondo questo pensiero, le notificazioni eseguite nei confronti di un procuratore, non più legittimato all’esercizio della professione, erano da ritenersi viziate, siccome non rispondenti alla previsione normativa di cui all'art. 330 c.p.c., in quanto indirizzate ad un soggetto non più abilitato a riceverle; pur tuttavia, tale giurisprudenza rilevava altresì che lo scostamento rispetto alle previsioni normative non è sempr