Assegnazione agevolata: valore catastale o valore venale? Cosa succede se non ci si avvale del catastale?

Pubblicato il 16 giugno 2017

uno dei punti più delicati, che implica un’attenta valutazione da parte del consulente delle operazioni di assegnazione agevolata, riguarda la determinazione del valore dell’immobile oggetto di trasferimento. In questo articolo proviamo ad esemplificare alcuni casi rilevanti in cui diventa importante scegliere correttamente fra il valore catastale e quello normale

Amor_sulla_BilanciaUno dei punti più delicati, che implica un’attenta valutazione delle operazioni di assegnazione agevolata, riguarda la determinazione del valore dell’immobile oggetto di trasferimento. In alcuni casi, in presenza di determinati presupposti, la società assegnante potrà scegliere liberamente il valore. Invece per gli atti soggetti ad Iva (imponibili) i margini di discrezionalità si riducono sensibilmente.

Se è possibile scegliere tra il valore catastale ed il valore normale, quindi laddove l’atto di assegnazione sia soggetto ad imposta di registro, è necessario effettuare una valutazione di tipo prospettico. Questa valutazione trova origine nei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 37/E del 2016, ed in particolare al paragrafo 13.

L’Agenzia delle entra