Visto di conformità: due pesi e due misure

di Giuseppe Zambon

Pubblicato il 9 maggio 2017

la norma della manovra correttiva che restringe le possibilità di compensare i crediti fiscali genera molti dubbi: l'ultima intepretazione dell'Agenzia delle entrate è che il visto di conformità deve essere apposto solo sulle dichiaraizoni presentate dopo il 24 aprile ma tale soluzione presenta numerose incongruenze interpretative che rendono operativamente complessa la scelta dei contribuenti

Commercialista_Telematico_Post_1200x1200px_Manovra_CorrettivaL’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 57/E del 4 maggio 2017 in relazione al D.L. 50 del 24/04/2017 afferma che: “Al riguardo, si osserva che l’unico riferimento in merito è quello contenuto nell’articolo 67 del provvedimento in esame, a mente del quale ‘il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale’, ossia il 24 aprile 2017.

Dovendo, dunque, fare applicazione dei principi generali previsti dall’ordinamento, in primis quello secondo cui la legge non dispone che per l’avvenire (cfr. l’articolo 11 delle preleggi), se ne trae che le nuove norme trovano applicazione per tutti i comportamenti tenuti dopo la loro entrata in vigore e, pertanto, alle dichiarazioni presentate dal 24 aprile 2017. Ne consegue che, per le dichiarazioni già presentate entro il 23 aprile scorso prive del visto di conformità (ossia il modello IVA 2017, ma, ad esempio, anche le dichiarazioni relative alle imposte dei redditi e all’IRAP di soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare), restano applicabili i precedenti vincoli.

In altri termini, non possono essere scartate le deleghe di pagamento che, pur presentate successivamente al 24 aprile, utilizzano in compensazione crediti emergenti da dichiarazioni già trasmesse per importi inferiori a euro 15.00