Le nuove regole dei contratti di locazione a canone concordato

Il D.M. del 16 gennaio 2017 estende la possibilità di stipula dei contratti con canone concordato in tutti i Comuni, non solo in quelli ad alta tensione abitativa.
Il decreto contiene novità riguardanti i contratti di locazione transitori e dei contratti di locazione per studenti universitari: per i contratti di affitto transitorio della durata inferiore a 30 giorni, è prevista la libera contrattazione tra le parti; il contratto di locazione per universitari potrà esser stipulato anche per gli inquilini che seguono Master o Corsi di Alta Formazione. Il contratto si estende quindi anche in Comuni laddove presenti istituzioni che erogano questo tipo di istruzione.

Premessa
Il D.M. del 16 gennaio 2017 stabilisce le regole generali per la definizione degli accordi per la stipula dei contratti di locazione transitori, a canone concordato e per studenti universitari.
Una delle principali novità riguarda il fatto che rispetto al passato è stata introdotta la possibilità di siglare contratti a canone concordato dovunque, grazie al fatto che le norme convenzionali sono applicabili sia nei Comuni dove sia stato fatto un accordo territoriale (presupposto necessario per fare contratti “concordati”) ma anche, a quelli sottoscritti negli altri Comuni, di conseguenza adesso, anche nei comuni privi di alta tensione abitativa diventa possibile fare gli accordi territoriali e stipulare contratti concordati (si ricorda che prima ci si doveva limitare ai Comuni ad alta tensione abitativa).
In merito alla stipula dei nuovi contratti a canone concordato, ci si potrà avvalere dell’apporto delle associazioni dei proprietari e dei sindacati degli inquilini ma il loro intervento non è obbligatorio e potrà essere richiesto facoltativamente dai sottoscrittori. Inoltre, alla stipula degli accordi integrativi potranno partecipare anche le onlus che nei loro statuti prevedono l’assistenza agli immigrati. Tali associazioni potranno infatti concorrere alla stipula dei contratti riguardanti l’affitto dei lavoratori non residenti e degli immigrati sia comunitari che extracomunitari.
 

Le principali novità per i contratti di locazione

Il D.M. n. 16 del 15 marzo 2017 ha definito nuovi criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la stipula dei seguenti contratti di locazione:

ad uso abitativo a canone concordato

transitori

per studenti universitari

Criteri per la determinazione dei contratti a canone concordato

Il contratto di locazione a canone concordato è stato istituito con la Legge n. 431 del 1998 ed è stato previsto dal legislatore con lo scopo di stabilire l’entità del canone di locazione in base alle esigenze di mercato da un lato, ma anche dall’altro per fronteggiare l’emergenza abitativa nelle città italiane con carenze di disponibilità abitative. Infatti, tale tipologia di contratto è applicabile solo ed esclusivamente nei Comuni ad alta densità abitativa. Il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha fornito l’elenco delle città ad alta densità abitativa.
Le caratteristiche e le condizioni necessarie per poter stipulare un contratto di locazione a canone concordato sono state disciplinate in primis a livello nazionale, dal DM 30 Dicembre 2002 il quale ha demandato ai singoli enti locali la definizione delle fasce di oscillazione dei canoni di locazione suddivise in base alle caratteristiche dell’unità locata.
Il DM 16 gennaio 2017 sostituisce tale norma ridefinendone alcune caratteristiche ed aggiornando la modulistica da utilizzare per la stipula dei contratti stessi.
In tale tipologia di contratto, le parti contraenti possono definire liberamente il contenuto del contratto; l’importo del canone e la durata del contratto dono stabiliti dalla Legge.
In particolare, gli accordi territoriali stabiliscono fasce di oscillazione del canone di locazione. All’interno di tali fasce di oscillazione…

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