Modello EAS degli Enti non commerciali in scadenza al 31 marzo 2017: la pratica

Entro il prossimo 31 marzo 2017 gli Enti non commerciali devono, in via generale, provvedere ad inviare il modello EAS per le variazioni intervenute nel 2016.
Gli enti associativi, che usufruiscono di una o più agevolazioni contenute nell’art. 148 del DPR 917/86 e nell’art. 4, cc. 4 e 6, del DPR 633/1972, hanno infatti l’obbligo di comunicare telematicamente (attraverso un intermediario abilitato) il Modello EAS all’Agenzia delle Entrate coi dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali.

Nota: la presentazione del Modello EAS, introdotta dal DL n. 185/2008, subordina la concessione agli Enti dei benefici fiscali ovvero la detassazione IRES e IVA delle quote o dei contributi incassati.

Il provvedimento riguarda la quasi totalità delle associazioni non profit (con alcune eccezioni) e interessa qualunque associazione (o società sportiva dilettantistica) che richieda agli associati la quota associativa e/ o ponga in essere uno scambio di natura economica con i propri associati offrendo loro beni o servizi verso corrispettivo.
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I SOGGETTI OBBLIGATI ALLA PRESENTAZIONE DEL MODELLO EAS
Sono obbligati alla presentazione del modello EA, come disposto dalla CM n. 12/2009, gli enti associativi di natura privata (con o senza personalità giuridica )che svolgono anche la sola attività istituzionale (ricevendo quote associative o contributi dai loro soci) ovvero una attività commerciale al fine di avvalersi delle agevolazioni tributarie.
I soggetti obbligati sono pertanto i seguenti:
a) associazioni sportive dilettantistiche;
b) associazioni politiche e religiose;
c) associazioni sindacali e di promozione sociale;
d) società sportive dilettantistiche ex art. 90 L. 289/2002 (Srl o cooperative, senza fine di lucro;
e) associazioni di categoria e di formazione extrascolastica ;
f) associazioni pro loco, associazioni culturali e assistenziali;
g) organizzazioni di volontariato ed altri enti .
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LE ASD E IL MODELLO EAS
Con le circolari n. 12/2009 e n. 45/2009 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quanto segue:
1) l’onere dell’invio del modello, seppure in forma ridotta, grava sulle associazioni sportive dilettantistiche che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’art. 148 del Tuir;

Nota: è obbligato alla presentazione del modello EAS anche chi richiede ai soci il versamento di corrispettivi per lo svolgimento delle pratiche sportive (corsi di nuoto, utilizzo delle attrezzature…) ovvero svolga attività decommercializzate (in pratica quelle verso corrispettivi specifici o quote aggiuntive nei confronti dei soli soci).

2) il modello va inviato (sempre in forma semplificata) anche dalle Asd e dalle omologhe società che effettuano cessioni di beni e/o prestazioni di servizi rilevanti ai fini dell’Iva e delle imposte sui redditi (sponsorizzazione, pubblicità, somministrazione, cessione materiali sportivi…);
3) il modello non va inviato dalle associazioni e società sportive dilettantistiche che incassano unicamente quote sociali.
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LE CONSEGUENZE AL MANCATO INVIO DEL MODELLO EAS
Come già sottolineato gli enti associativi che non provvedono ad inviare il Modello EAS non possono più godere delle agevolazioni fiscali relative alla detassazione di quote e contributi associativi e l’Agenzia delle Entrate, con le circolari n. 12/2009 e n. 45/2009, a tale proposito ha chiarito quanto segue: “Resta inteso che gli enti associativi interessati dalle disposizioni fiscali di favore di cui agli articoli 148 del Tuir e 4 del Dpr n. 633 del 1972 non potranno più farne applicazione qualora non assolvano all’onere della comunicazione nei termini e secondo le modalità stabilite con il menzionato provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate”.
Svolgere pertanto la sola attività di incasso delle quote sociali e la vendita di beni e servizi ai soci in mancanza dell’invio del modello EAS …

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