Il destino del credito IVA in assenza di dichiarazione

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 31 marzo 2017

in caso di controllo formale che evidenzia l'omessa presentazione della dichiarazione IVA il contribuente può lo stesso provare (con mezzi adeguati) l'esistenza di un credito a suo favore; segnaliamo una recente sentenza della Cassazione e alcuni utili spunti difensivi per il contribuente che ha omesso una dichiarazione IVA a credito

Processo_TributarioPrincipio

Il giudice del rinvio, fermo che non è in contestazione che l'eccedenza IVA risultava dalle liquidazioni periodiche, dovrà verificare la sussistenza del diritto alla detrazione della contribuente (la cui prova è a carico della medesima e non può essere desunta dalle sole avvenute liquidazioni periodiche ma, ad esempio, attraverso l'esibizione dei registri IVA e delle relative liquidazioni, delle fatture e di ogni altra documentazione ritenuta utile), ossia che sussistano i requisiti sostanziali previsti dall'art. 17, par. 2, della sesta direttiva (ossia, che «gli acquisti siano stati effettuati da un soggetto passivo, che quest'ultimo sia parimenti debitore dell'IVA attinente a tali acquisti e che i beni di cui trattasi siano utilizzati ai fini di proprie operazioni imponibili»). Tale assunto è stato statuito dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 17 marzo 2017 n. 6921 .

Vicenda

Il giudice del gravame ha annullato la cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione Modello Unico 2003, presentata per l'anno 2002 dove la parte contribuente aveva esposto un credito IVA riportato dalla precedente annualità 2001, rispetto alla quale, tuttavia, la dichiarazione annuale era mancante, pur risultando pacificamente il credito d'imposta dalle liquidazioni periodiche regolarmente;in particolare , esso ha evidenziato che la risoluzione 74/E del 19 aprile 2007 della stessa Agenzia delle entrate,aveva riconosciuto il diritto del contribuente a computare il credito IVA relativo ad una annualità in cui risulti omessa la dichiarazione finale.

Pronuncia

Gli Ermellini, con la pronuncia citata, hanno accolto per fondatezza il ricorso del fisco sulla base delle seguenti articolate argomentazioni. Le Sezioni Unite (Sez.Un., n. 17757 del 2016) hanno affermato, che "La neutralità dell'imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, l'eccedenza d'imposta, che risulti da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e