La dichiarazione congiunta rende inseparabili marito e moglie

evento-villani-24-25-marzoCon la sentenza n. 2071 del 27 gennaio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che in caso di dichiarazione congiunta, per effetto della responsabilità solidale, la prescrizione è interrotta dalla notifica della cartella al marito.

Il fatto

La Commissione tributaria regionale ha rigettato l’appello proposto dalla contribuente ed ha confermato la sentenza che aveva a sua volta rigettato l’impugnazione proposta avverso la cartella con la quale, a seguito di controllo ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973, era richiesto il pagamento della somma di € 45.615,54 in relazione a acconti e saldi non versati per Irpef dell’anno 1995.

Il giudice di appello, pur dando atto del fatto che alla data di notifica della cartella (il 06.04.2004) i termini per la liquidazione ex art. 36 bis del D.P.R.n.600/73, in relazione alla dichiarazione del 1995 fossero da tempo scaduti, ha ritenuto che, “ trattandosi di dichiarazione congiunta ed essendo stata già notificata al marito la cartella di pagamento, legittimamente l’Agenzia si era rivolta alla moglie per la riscossione”.

La sentenza

Rileva il Collegio che le censure mosse alla sentenza non colgono il punto centrale della motivazione che sorregge la decisione della Commissione Tributaria, la quale ha accertato che, “pur superati i termini di prescrizione e decadenza nei confronti della C., tuttavia la cartella era stata tempestivamente notificata al coniuge, coobbligato, con il quale era stata presentata la dichiarazione nella forma congiunta e dunque, correttamente, l’Agenzia si era rivolta alla co-obbligata per la riscossione”.

Richiamando precedenti pronunce, la Corte ribadisce che:

  • nel caso di dichiarazione congiunta dei redditi da parte dei coniugi ex art. 17 della l. n. 114 del 1977, e per effetto della solidarietà voluta dal legislatore, la tempestiva notifica al marito dell’avviso di accertamento, come della cartella di pagamento, impedisce qualsiasi decadenza dell’Amministrazione finanziaria anche nei confronti della moglie co-dichiarante” (cfr. Cass. 27 gennaio 2016 n. 1463);

  • la moglie codichiarante è legittimata ad impugnare autonomamente l’avviso di accertamento notificato al marito, ancorché divenuto definitivo nei confronti di quest’ultimo, o, comunque, a contestare la pretesa tributaria su di esso fondata, proponendo ricorso avverso la cartella di pagamento o l’avviso di mora a lei diretti, atteso che, pur non essendo necessario, affinché insorga la sua responsabilità solidale, che le sia notificato l’avviso di accertamento, il suo diritto di difesa non può essere pregiudicato” (cfr. Cass. 18 novembre 2015 n. 23553).

Tuttavia, osserva la Corte, “con la libera scelta di presentare la dichiarazione congiunta, i coniugi dichiaranti accettano anche i rischi inerenti alla disciplina propria dell’istituto e, specificamente, sia quelli inerenti alla previsione della notifica degli atti impositivi al solo marito sia quelli concernenti le conseguenze (sostanziali e processuali) proprie delle obbligazioni solidali. E’ fatta salva la possibilità per la moglie di contestare, nel merito, l’obbligazione del marito, entro i termini decorrenti dalla notifica dell’atto con il quale venga per la prima volta a conoscenza della pretesa tributaria nei confronti del coniuge, cui non è attribuita la legittimazione ad agire anche per il coniuge (cfr. C.cost., ord. n. 215 del 2004 e Cass. ord., n. 17160 del 2014, n. 20857 del 2010, n. 20709 del 2007, n. 19896 del 2006)”.

Pertanto, “la responsabilità solidale dei coniugi, che abbiano presentato “dichiarazione congiunta” ai sensi dell’art. 17 l. 114/1977, opera anche nel caso in cui il coniuge co-dichiarante sia estraneo alla produzione dei redditi accertati nei confronti del dichiarante (cfr. Cass. n. 9209 del 2011) e che e per effetto della solidarietà in proposito sancita dal legislatore la tempestiva notifica al marito dell’avviso di accertamento (come della cartella…

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