Ruolo straordinario per pericolo della riscossione e difesa del contribuente

Equitalia Serranda abbassataLa norma

Il ruolo, ancorché atto interno dell’Amministrazione, costituisce lo strumento fondamentale della riscossione, poiché contiene l’indicazione del periodo d’imposta cui l’iscrizione si riferisce, dell’imponibile, dei versamenti e dell’imposta effettivamente dovuta, oltre che degli interessi e delle sanzioni pecuniarie eventualmente irrogabili al contribuente. L’iscrizione a ruolo della somma, che l’Amministrazione reputa sia dovuta, costituisce, dunque, il valido e legittimo titolo per la riscossione del tributo, laddove la cartella di pagamento costituisce lo strumento mediante il quale la pretesa viene portata a conoscenza del debitore d’imposta.

L’articolo 15-bis del Dpr 602/73 consente all’Agenzia di derogare all’iscrizione frazionata provvisoria a ruolo disciplinata dal precedente articolo 15, prevedendo una iscrizione a ruolo straordinaria di imposte, interessi e sanzioni per l’intero importo risultante dall’avviso di accertamento, anche se quest’ultimo non è definitivo. A norma dell’articolo 11 del medesimo decreto, questa iscrizione può avvenire solo quando sussiste pericolo per la riscossione. La riscossione totale delle somme accertate è possibile, ma solo se l’Ufficio dimostra compiutamente il pericolo per la riscossione1. Il ruolo formato a titolo straordinario è nullo se non riporta le motivazioni circa l’esistenza del fondato pericolo per la riscossione (Sentenza n. 57 del 12 aprile 2012 della CTR di Milano, Sez. I)

Pericolo per la riscossione

Sono state ritenute situazioni idonee ad integrare il requisito del fondato pericolo per la riscossione2, la dichiarazione di fallimento del contribuente (Cass. n. 12887/2007)3 o il suo assoggettamento a concordato preventivo (Cass. n. 7654/2009)4. Deve trattarsi di situazioni caratterizzate da un’evidente sproporzione tra il patrimonio residuo del contribuente e il credito erariale, tale da rendere elevato il rischio di perdita del credito stesso5 da parte dell’amministrazione finanziaria. Il requisito richiesto non è stato considerato sussistente, ad esempio, in caso di mero richiamo alla fondatezza dell’avviso di accertamento (Ctp Milano 803/1998) ovvero per il fatto che la società contribuente fosse in stato di liquidazione (Ctp Pistoia 176/2015)6.

La messa in liquidazione di una società, dopo la notifica dell’atto impositivo (avviso di accertamento), non crea condizioni che alterano il rapporto con il contribuente ai fini del recupero erariale. Infatti la procedura di liquidazione è governata dal liquidatore il quale non può compiere atti di straordinaria amministrazione e non può in alcun modo pregiudicare il credito dell’amministrazione (Sentenza n. 1412 del 10 marzo 2015 della Commiss. Trib. Regionale, Roma, Sez. I -).

L’ Agenzia deve dimostrare che esiste un reale pericolo di perdita del credito anche nel caso di soggetti che non presentano le dichiarazioni. L’emissione dell’anzidetto ruolo, pertanto, trova applicazione ogni qual volta vi sia un giustificato timore di perdere il credito erariale nei casi in cui la situazione economico-finanziaria del contribuente non offra garanzie idonee e adeguate a soddisfare la pretesa fiscale. In ipotesi siffatte, tuttavia, l’Ufficio deve, pur sinteticamente, motivare le ragioni che hanno determinato l’emissione del ruolo straordinario, conseguendone, in mancanza, la illegittimità (sentenza n. 244 del 22 gennaio 2016 della C.T.R. di Palermo, Sez. XXV).

Difesa del contribuente

I ruoli straordinari si possono emettere solo in casi eccezionali consentendo, gli stessi, all’Amministrazione Finanziaris, l’anticipata e totale riscossione delle maggiori imposte accertate in deroga alle disposizioni che regolano l’iscrizione provvisoria in pendenza del processo tributario. Per emettere il ruolo straordinario bisogna specificare e dimostrare il fondato pericolo per la riscossione in base al quale si chiede l’intera imposta risultante dall’avviso (sentenza n. 1299 del 12 luglio 2016 della C.T.R. di

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