Legge di Bilancio 2017: abolizione IRPEF per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti

La legge di Bilancio 2017 contiene disposizioni importanti nel settore dell’agricoltura che di seguito si evidenziano:

per il triennio 2016-2019 i redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola sono esenti da irpef;

sul fronte contributivo è introdotto l’esonero contributivo triennale, per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali sotto i quarant’anni di età che si iscrivono per la prima volta alla previdenza agricola dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017. Lo sconto si applica anche alle aree svantaggiate e montane.

Abolizione IRPEF per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti
Le legge di Bilancio 2017 prevede l’esenzione ai fini Irpef, per il triennio 2017-2019, dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola.
La disposizione prevede che, con riferimento agli anni di imposta 2017, 2018 e 2019, non concorrano alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e delle relative addizionali i redditi dominicali e agrari relativi a terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (come individuati dall’art. 1, D.Lgs n. 99 del 2004) iscritti nella previdenza agricola.
Imprenditore agricolo : cenni
L’imprenditore agricolo è il soggetto che esercita una delle seguenti attività (art. 2135, c.c.):

coltivazione del fondo;

silvicoltura;

allevamento di animali;

attività connesse alle precedenti.

Per attività di coltivazione del fondo, silvicoltura e allevamento di animali si intendono quelle dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
La normativa considera, quindi, agricola la coltivazione del fondo, la silvicoltura, l’allevamento di animale, quando sussista un necessario collegamento con il fondo, il bosco o le acque e tali attività siano rappresentate dalla cura e sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso; pertanto, è evidente che l’individuazione del principio della cura e dello sviluppo di un ciclo biologico, animale o vegetale, scardina la concezione tradizionalistica dell’essere imprenditore agricolo, ancorata al vecchio concetto che qualunque attività agricola, per essere tale, doveva comunque essere collegata allo sfruttamento del fondo.
Riconoscimento dell’attività imprenditoriale
Nell’ambito dell’attività tipicamente agraria della coltivazione del fondo, la gestione in termini qualitativi e quantitativi di una serie di attività lavorative svolte con l’utilizzo del criterio biologico finalizzato allo sviluppo della specie (animale o vegetale) è il presupposto per il riconoscimento di una attività imprenditoriale agricola.
Di conseguenza, gli elementi costitutivi dell’attività agricola sostanzialmente sono:

il ciclo biologico, che va inteso come il complesso di attività dirette al mantenimento o all’evoluzione di una specie vegetale o animale;

l’utilizzo del fondo, quale strumento, effettivo o solamente potenziale, per l’esercizio di tale attività.

La conseguenza è che il fondo diventa un fattore di produzione sostituibile, non essendo l’elemento indispensabile per l’esercizio dell’attività agricola; esso, infatti, può non esistere, come, per esempio, nel caso delle culture idroponiche (trattasi di una particolare tecnica di coltivazione fuori suolo), per nulla intaccando l’esistenza dell’imprenditore agricolo.
Requisiti soggettivi
È imprenditore agricolo professionale chi, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedichi …

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