Il contratto di stock lending si scontra col Fisco

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 17 febbraio 2017

il contratto di Stock Lending è costituito da un prestito di titoli contro pagamento di una commissione e contestuale costituzione da parte del mutuatario di una garanzia (rappresentata da denaro o da altri titoli di valore complessivamente superiore a quello dei titoli ricevuti in prestito), chiamata Collaterale, a favore del mutuante, a garanzia dell’obbligo di restituzione dei titoli ricevuti...
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La Commissione Tributaria Regionale della Toscana, con la recente sentenza n. 354/13/17 del 08.02.2017, ha risolto una controversa questione in tema di stock lending.

Il contratto di Stock Lending: principi di funzionamento

Il contratto di Stock Lending è costituito da un prestito di titoli contro pagamento di una commissione (fee) e contestuale costituzione da parte del mutuatario (borrower) di una garanzia (rappresentata da denaro o da altri titoli di valore complessivamente superiore a quello dei titoli ricevuti in prestito), chiamata Collaterale, a favore del mutuante (lender), a garanzia dell’obbligo di restituzione dei titoli ricevuti.

Alla scadenza il mutuatario restituisce al mutuante altrettanti titoli della stessa specie e quantità dei titoli ricevuti e il mutuante ritrasferisce al mutuatario i beni oggetto della garanzia.

Se il collaterale è costituito da cash, il lender ha il dovere di remunerarlo al borrower ad un tasso di mercato. Se invece il collaterale fornito è Non-cash non viene richiesta alcuna remunerazione.

Ulteriore caratteristica di tale contratto è costituita dalla necessità che il rapporto esistente tra il valore dei titoli mutuati e il valore dei beni costituiti a garanzia rimanga inalterato nel corso della durata dell’operazione.

Ne consegue che entrambe le parti saranno obbligate ad integrare la garanzia originariamente prestata (in caso di apprezzamento dei titoli oggetto del prestito) o a restituire l’eccedenza (in caso di deprezzamento).

Per quanto riguarda la durata di tale tipo di contratto, si possono avere due tipologie:

Prestiti aperti: non hanno una durata stabilita e quindi il borrower può chiudere l’operazione in qualunque momento e il lender può chiedere la restituzione dei titoli in qualunque momento. E’ la forma più utilizzata in quanto consente una maggiore flessibilità operativa.

Prestiti chiusi: la durata del prestito è stabilita a priori e i d