Luci e ombre della rottamazione delle cartelle

Debiti affidati all’agente della riscossione negli anni dal 2000 al 2016
La legge di conversione n. 225/2016 del D.L. n. 193/2016 a esteso la rottamazione (sono ricompresi nella rottamazione i carichi riguardanti le imposte – IRPEF, IRES, IVA, imposta di registro, addizionali… -, i contributi INPS, i premi INAIL, nonché i contributi previdenziali riscossi dalla Casse professionali o di altra natura, sempre che la riscossione sia stata affidata ad Equitalia) ai ruoli affidati a Equitalia sino alla fine del 2016.
La definizione può riguardare anche gli avvisi di accertamento esecutivi di cui all’articolo 29 del DL n. 78/2010 emessi dall’Agenzia delle Entrate. L’avviso di accertamento è rottamabile solamente se l’affidamento in carico della riscossione delle somme in esso contenute è avvenuta entro il 2016. Sotto il profilo dei debiti interessati alla sanatoria, sono stati inclusi tutti gli affidamenti eseguiti sino alla fine dei 2016. Con riferimento alle partite non ancora formalizzate in cartelle di pagamento o comunicazioni di presa in carico (che contiene la data di affidamento), è stato previsto che l’agente della riscossione invii al debitore una informativa per posta ordinaria entro la fine di febbraio 2017.
A questo riguardo, poiché ben potrebbe verificarsi il caso di carichi trasmessi a Equitalia dei quali il contribuente non è ancora a conoscenza, è stabilito ,dal modificato articolo 6 del DL n.193/2016, che quest’ultima ne informi il debitore con comunicazione inviata per posta ordinaria entro la fine di febbraio 2017. Le informazioni in ordine all’esistenza e quantificazione dei carichi definibili devono essere messe a disposizione presso gli uffici del concessionario e sull’area dedicata del relativo sito istituzionale. I dati della società di riscossione sono ,peraltro ,necessari innanzitutto per accertare la data di affidamento del carico.
Definire gli importi iscritti a ruolo che siano oggetto di contenzioso
L’articolo 6 del D1193/2016 si limita a prevedere la possibilità di rottamazione anche dei ruoli per i quali è pendente un giudizio a condizione che il contribuente si impegni (il concetto di impegno alla rinuncia non coincide quindi con la rinuncia vera e propria, la quale dovrà essere depositata presso il giudice cui pende il contenzioso) a rinunciare allo stesso. Il contribuente, che presenta la dichiarazione di definizione agevolata deve rinunciare all’eventuale contenzioso incorso, di qualsiasi natura esso sia, tributario, previdenziale o altro e in qualsiasi grado di giudizio sia pendente. Per aderire si deve espressamente dichiarare di rinunciare a contenziosi relativi alle cartelle interessate dalla definizione agevolata.
Tuttavia, trattandosi di una definizione dei ruoli e non di liti pendenti, la convenienza potrebbe non essere così scontata. Se l’impugnazione riguarda una cartella di pagamento ex articolo 36-bis DPR 6oo/73 o un’iscrizione a ruolo straordinario, essendo stato affidato alla riscossione l’intero carico, con la rottamazione si otterrà un beneficio pieno sulle sanzioni. Cosa accada quando si definisce la parte corrispondente all’iscrizione a ruolo provvisoria, relativamente alla porzione non rottamata?
Orbene, se durante il contenzioso, a seguito sentenza CTP favorevole all’ufficio, l’ufficio iscrive a ruolo i due terzi dell’importo e il contribuente definisce questo importo, per quanto riguarda la porzione che residua è configurabile la prosecuzione del giudizio e non la rinuncia allo stesso. Oggetto di definizione sono tutte le cartelle recanti la pretesa di versamento degli importi iscritti a ruolo negli anni dal 2000 al 2006 comprese quelle oggetto di impugnazione per le quali non sia intervenuta una decisione dei giudici divenuta definitiva(giudicato formale).
Non sussiste la possibilità per il contribuente di rottamare se ha pagato in toto gli importi nonostante la pendenza del contenzioso. Se si è impugnata una cartella e si è versato l’…

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