Il trattamento di fine mandato agli amministratori (TFM): la gestione pratica

Gli Amministratori che prestano la loro opera per la società possono percepire un compenso, che può essere stabilito:
a) in misura fissa: deve essere contabilizzato in bilancio secondo il principio di cassa allargato ovvero entro il 12 gennaio dell’anno successivo e il pagamento avvenuto mediante assegni bancari si considera effettuato quando il destinatario lo riceve (non basta quindi datare l’assegno con la data del 12 gennaio ma deve essere incassato entro tale data); nel caso di bonifico bancario la data che vale è quella che attesta l’accredito sul conto corrente dell’Amministratore;
b) in misura variabile in base agli utili: si calcola sugli utili netti da bilancio;
c) in misura mista (fisso più variabile).

Nota: tale compenso deve essere deliberato dall’Assemblea dei Soci all’atto della nomina o anche successivamente.
Per la deducibilità fiscale in capo alla società del compenso erogato all’amministratore è necessario il suo materiale pagamento nel corso dell’anno: questo è quanto statuito dall’art. 95 comma 5 Tuir al fine di evitare fenomeni elusivi derivanti dall’asimmetria tra le regole del reddito della società (competenza) e dell’amministratore (cassa).

IL TRATTAMENTO DI FINE MANDATO
Il Trattamento di fine mandato è invece una specifica indennità che l’impresa si impegna a corrispondere all’Amministratore al termine del suo mandato e l’importo deve essere stabilito da delibera Assembleare.
Il trattamento di fine mandato viene regolato fiscalmente in maniera diversa a seconda della presenza o non di una documentazione “recante data certa“ che attribuisce all’Amministratore il diritto a questa indennità.
In materia si possono avere i seguenti casi.
A) TASSAZIONE SEPARATA – presenza di documentazione con data certa attestante il diritto all’indennità con data anteriore all’inizio del rapporto di Amministratore: la società deduce per competenza il TFM e alla fine del mandato eroga l’indennità al netto della ritenuta d’acconto del 20%; l’indennità incassata dall’Amministratore sarà soggetta a tassazione separata.
La data certa anteriore al rapporto può essere soddisfatta con: verbale Assemblea redatto da un Notaio; autentica firme delibera assembleare da parte di un Notaio; registrazione delibera Assembleare presso Agenzia Entrate; invio all’Amministratore della delibera con raccomandata in plico senza busta; deposito del verbale di nomina dell’Amministratore presso la CCIAA; il timbro postale che deve ritenersi idoneo a conferire carattere di certezza alla data di una scrittura tutte le volte in cui lo scritto faccia corpo unico con il foglio sul quale il timbro stesso risulti apposto; scambio corrispondenza con PEC.
La società che non intende correre rischi di contestazione fiscale deve redigere il verbale assembleare di nomina dell’amministratore con attribuzione del TFM prima dell’accettazione dell’incarico da parte dell’amministratore.

Al momento dell’erogazione del compenso la società opera una ritenuta del 20% a titolo d’acconto al netto dei contributi previdenziali (Gestione separata INPS) a carico dell’amministratore.
In seguito all’erogazione l’amministratore non dichiara l’indennità in Unico (non compila il quadro RM) e sarà direttamente l’Agenzia a determinare il conguaglio (a debito, con in via deposito F24 di versamento, o a credito) sulla scorta delle indicazioni del mod. CU della società, valutando autonomamente se sia più conveniente la tassazione separata o quella ordinaria.
Art. 24 DL 201/2011: a decorrere dal 2011 la tassazione separata per la quota di TFM (anche in presenza di atto avente data certa) non si applica all’importo che eccede Euro 1.000.000 (che va a tassazione ordinaria – CM 32/2012).

B) TASSAZIONE ORDINARIA: mancata presenza della documentazione con data certa attestante il diritto all’indennità con data anteriore all’inizio del rapporto di Amministratore: la …

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