Estromissione di immobili dal patrimonio dell’impresa: riaperti i termini per il 2017

La legge di Bilancio 2017, all’art. 1, comma 566, veicolata nella legge 11 dicembre 2016, n. 232 (G.U. n. 297 del 21.12.2016, S.O. n.57), prevede la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva anche alle esclusioni dal patrimonio dell’impresa dei beni posseduti alla data del 31 ottobre 2016, purché tali esclusioni siano poste in essere dall’1 gennaio 2017 al 31 maggio 2017.
L’estromissione agevolata è rivolta ai beni strumentali, sia che si tratti di immobili strumentali per natura o di immobili strumentali per destinazione.
A tal riguardo va evidenziato che per l’impresa individuale per gli acquisti effettuati a partire dall’1 gennaio 1992, un immobile può essere considerato strumentale a condizione che questo sia stato iscritto nei registri contabili, sia che si tratti di immobile strumentale per natura che di immobile strumentale per destinazione; per gli acquisti effettuati ante 1992, invece, la qualifica di strumentale per destinazione dipende solo dall’utilizzo effettuato, mentre l’immobile strumentale per natura può essere considerato tale se è stato annotato nei registri contabili.
L’imposta sostitutiva

La legge di Bilancio 2017 (come già prevedeva la legge di Stabilità 2016) concede la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva per escludere i fabbricati strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale.

La legge di Stabilità 2016 concedeva la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva per escludere i fabbricati strumentali dal patrimonio dell’impresa, mutuando le regole generali dai precedenti co. da 115 a 120, dell’art.1, della citata legge di Stabilità 2016, relativi al trasferimento degli immobili mediante cessione o assegnazione ai soci o alla trasformazione in società semplici.

Le disposizioni specifiche per l’imprenditore individuale sono le seguenti:

tipologia dell’immobile: strumentale ex art. 43, c. 2 del D.P.R. 917/86 , cioè sia esclusivamente strumentale per destinazione (utilizzo in corso per l’attività di impresa) che per natura, cioè accatastato nelle categorie A/10, B, C, D, E;
titolarità dell’immobile: alla data del 31 ottobre 2016. La norma parla di «possesso» e quindi si riferisce anche al caso in cui l’imprenditore sia soltanto titolare del diritto di usufrutto, ma non nel caso di un leasing in corso a tale data;
imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP: 8% della differenza tra il valore normale dei beni ed il relativo valore fiscalmente riconosciuto.

 

Il valore normale

La legge di Bilancio 2017, in riferimento all’estromissione “rimanda” alle disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016; in particolare il comma 117 , dell’articolo 1, della legge di Stabilità 2016, chiarisce i criteri di determinazione del valore normale, necessario per la determinazione della base imponibile. Per gli immobili, su richiesta della società e nel rispetto delle condizioni prescritte, il valore normale può essere determinato in misura pari a quello risultante dall’applicazione all’ammontare delle rendite risultanti in catasto dei moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti dalle norme in tema di imposta di registro. Si tratta in particolare dei moltiplicatori contemplati dall’art. 52, c. 4, primo periodo del testo unico sull’imposta di registro, D.P.R. n. 131 del 1986.

Nel caso di cessione, il corrispettivo della stessa, ove inferiore al valore normale del bene, determinato ai sensi delle regole generali del D.P.R. 917/86 o, in alternativa, con l’applicazione dei moltiplicatori, è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori (valore normale o valore catastale).

 

I moltiplicatori
Per quanto riguarda i moltiplicatori il riferimento, è all’art. 52, del D.P.R. 131/1986. Applicando la richiamata disposizione i moltiplicatori da applicare sono i seguenti:

100 per le unità immobiliari classificate nei gruppi catastali A, …

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