Accertamento con adesione e mediazione fiscale: le nuove regole per la sospensione dei termini

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 9 gennaio 2017

sono state aggiornate le norme che regolano la sospensione feriale dei termini: occorre fare molta attenzione al calcolo dei termini processuali quando si è in presenza di istanza di accertamento con adesione o procedura di mediazione fiscale; ecco come fare...

comm.tel-leggi.bilancio-2I vari strumenti deflativi introdotti si preoccupano di assicurare al contribuente una pausa di riflessione, per la gestione del contraddittorio, senza con ciò intaccare i diritti del contribuente, salvaguardando i termini per l’eventuale successiva impugnazione.

Analizziamo, pertanto, l’operatività della sospensione dei termini nell’ambito della mediazione e dell’accertamento con adesione, alla luce delle modifiche apportate dal D.L. n. 193/2016, conv. in Legge n. 225 dell’1 dicembre 2016, alla sospensione da adesione.

MEDIAZIONE

Il comma 1 dell’articolo 17-bis, del D.Lgs. n. 546/92, stabilendo che “il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa”, ha di fatto semplificato le modalità di instaurazione del procedimento.

Pertanto, nelle controversie in questione, la proposizione dell’impugnazione produce, oltre agli effetti sostanziali e processuali tipici del ricorso, anche quelli del reclamo/mediazione.

Come rilevato nella circolare n. 38/2015, “Il procedimento di reclamo/mediazione è introdotto automaticamente con la presentazione del ricorso”, senza più la necessità di un’apposita istanza di reclamo, motivata sulle stesse ragioni che sarebbero state portate all’attenzione del giudice nella eventuale fase giurisdizionale col successivo deposito del ricorso, decorsi i termini previsti per la conclusione del procedimento.

Gli stessi estensori del documento sopra citato osservano che il venir meno della necessità di presentazione di un’apposita istanza giustifica anche la mancata riproposizione della previgente disposizione che dichiarava espressamente applicabili al procedimento di reclamo, in quanto compatibili, le norme sulla proposizione del ricorso (per espressa previsione normativa, al procedimento si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 12, 18, 19, 20, 21 e all’art. 22 c. 4 del D.Lgs. n. 546 del 1992, nonché, con riferimento alla fase di vera e propria mediazione, l’art.48 del medesimo decreto).

Nell’attuale configurazione il procedimento di reclamo/mediazione è, infatti, connaturato al processo.

Resta ferma, naturalmente, per le controversie i