Sul valore delle presunzioni nel contenzioso tributario

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 29 dicembre 2016

partendo da un caso di accertamento induttivo, cerchiamo di capire quale può essere il valore che le presunzioni (meglio gli elementi presuntivi) giocano a favore del Fisco in caso di accertamento e successivo contenzioso tributario - il fisco fa molto uso degli elemnti rpesuntivi per icostruire la reale posizione reddituale del contribuente

Male Judge Writing On Paper In CourtroomLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12561 del 17.06.2016, ha chiarito, in modo molto esauriente, i termini di applicazione ed efficacia delle presunzioni nel processo tributario.

Nel caso di specie il contribuente, con ricorso proposto dinanzi alla CTP di Brescia, impugnava l'avviso di accertamento con il quale era stato determinato induttivamente un reddito imponibile di impresa non dichiarato e conseguentemente stabilite le imposte dovute a titolo di IRPEF, IVA ed IRAP, oltre sanzioni ed interessi, sulla scorta della contabilità in nero ritrovata presso due società, da cui era emerso che le stesse avevano corrisposto compensi non dichiarati ad alcuni soggetti, tra cui il contribuente. Il ricorrente denunciava quindi l'illegittimità dell'avviso, motivato solo per relationem, ed evidenziava che gli assegni in contestazione non erano a lui intestati.

Il ricorso era accolto, con decisione poi confermata in appello dalla CTR della Lombardia.

In particolare, a fronte dell'impugnazione dell'Agenzia (la quale rilevava che dalla contabilità in nero rinvenuta risultava che il contribuente aveva fatto parte per più anni di una squadra di operai retribuita in totale evasione di imposta fino a quando nel 2000 aveva aperto una partita Iva per esercitare l'impresa edile in proprio e che i compensi percepiti non potevano riferirsi a lavoro dipendente attesa la sua indicazione come caposquadra, l'abitualità e l'organizzazione della squadra e l'ammontare degli importi evasi), i giudici d'appello ritenevano che il rinvenimento di un "brogliaccio" presso le società di cui sopra non poteva ritenersi sufficiente a sostenere, sul piano probatorio, l'accertamento a carico del contribuente, posto che l'indicazione del suddetto sotto la voce "squadra" non costituiva elemento di per sé univoco, in assenza di altri elementi che lo identificassero come caposquadra; che non risultavano elementi dai quali poter presumere che gli elevati importi ivi indicati fossero a lui riferibili; e che, infine, in ogni caso mancava la prova che gli importi in questione fossero da imputarsi ad una attività di impresa.

Avverso tale decisione proponeva ricorso per cassazione l'Agenzia delle entrate, deducendo violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c., in comb