Il 15 dicembre parte il processo tributario telematico in Veneto ed Emilia Romagna

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Il 15 dicembre dopo l’esperienza di Umbria e Toscana, seguite da Abruzzo e Molise, nonché da Piemonte e Liguria, il 15 dicembre il processo tributario telematico parte anche in Veneto ed Emilia Romagna.

Ma questa partenza, sia consentito dirlo, è tutta “da vedere” sotto molteplici aspetti.

In primo luogo occorre fare una precisazione: cosa accade per gli atti impositivi notificati dal 15 dicembre, deve procedersi alla notifica con mezzi informatici? La risposta è negativa, come conferma anche il MEF nei suoi convegni.

Recita, infatti, l’art. 2 del Decreto 23 dicembre 2013 n. 163 “Gli atti e i provvedimenti del processo tributario, nonché quelli relativi al procedimento attivato con l’istanza di reclamo e mediazione possono essere formati come documenti informatici sottoscritti con firma elettronica qualificata o firma digitale secondo le modalità disciplinate nel presente regolamento.”

Non a caso, l’art. 16-bis, D.Lgs. 31/12/1992, n. 546 afferma “Le notificazioni tra le parti e i depositi presso la competente Commissione tributaria possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e dei successivi decreti di attuazione.”

Pertanto, l’entrata in vigore nelle varie regioni non impone l’utilizzo del “mezzo informatico”, però, un dato deve rimanere ugualmente fermo che La parte che abbia utilizzato in primo grado le modalità telematiche di cui al presente regolamento é tenuta ad utilizzare le medesime modalità per l’intero grado del giudizio nonché per l’appello, salvo sostituzione del difensore”.

Se infatti si è proceduto alla notifica del ricorso a mezzo PEC il deposito andrà fatto secondo le regole del processo telematico, non potrà certo essere fatto in cartaceo, così come per consultare il fascicolo informatico non basterà essere iscritti al S.I.G.I.T, occorrerà aver proceduto alla costituzione in giudizio in via informatica.

Al contrario, se l’Agenzia si costituisce in modo informatico (questo sembrerebbe essere indicato come la modalità da preferirsi anche ai fini del raggiungimento degli obbiettivi per gli Uffici) il contribuente avrà comunque diritto al rilascio della copia cartacea delle controdeduzioni da parte delle Commissioni Tributarie se ha instaurato il processo “in modo ordinario”, come confermato dallo stesso Ministero.

Sicuramente, il processo tributario telematico è una realtà che non può ignorarsi, tuttavia, se si decide di utilizzarlo occorre farlo con cognizione di causa, perché nelle regioni dove è stato avviato, non vi è alcun doppio binario, il sistema ordinario non viene in alcun modo in soccorso dell’informatico, con le conseguenti decadenze del caso.

Contrariamente al processo civile, il processo tributario telematico trova la sua applicazione in un sistema basato sul sistema S.I.G.I.T., un servizio erogato attraverso il Sistema Informativo della Fiscalità (SIF) che si avvale, pertanto, delle medesime infrastrutture, regole di governo, di sicurezza e di protezione dei dati personali.

Nella registrazione al sistema, che ogni professionista può fare tranquillamente dal proprio computer, come nella successiva fase di costituzione o deposito non vi è alcun intervento materiale del personale delle Commissioni poiché viene creata una posizione del professionista con l’iscrizione ed un fascicolo nel sistema con la costituzione, nel sistema centrale facente capo al MEF.

Ed è proprio il far capo del sistema direttamente al Ministero sistema che ne costituisce una criticità poiché essendo il sistema centralizzato viene impedita quella fase realmente transitoria, di doppio binario, che il processo tributario, come tutte le novità copernicane avrebbe dovuto avere.

Pertanto ai professionisti non può che raccomandarsi la massima cautela nella gestione dei modi e termini del contenzioso.

A livello normativo occorre tener…

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