La notifica al contribuente irreperibile: aggiornamenti dalla Cassazione

In sede di notifica dell’accertamento, l’assenza del contribuente va adeguatamente documentata dal messo. Per l’irreperibilità assoluta, infatti, deve essere provato che dalle ricerche eseguite il soggetto risulti sconosciuto a quell’indirizzo. La procedura dell’affissione alla casa comunale, prevista dall’articolo 6o, lettera e, del Dpr 600/73, va effettuata solo quando il messo notificatore non reperisce il contribuente perché trasferito in luogo sconosciuto. A questo fine, è necessario che il messo esegua specifiche ricerche nel comune dove è situato il domicilio fiscale, per verificare che il trasferimento, non sia in realtà un mero cambio di indirizzo nello stesso comune. La notifica per “irreperibilità assoluta” può essere effettuata solo “in via residuale, previo espletamento delle opportune ricerche dell’inesistenza nel Comune ove la persona giuridica ha il domicilio fiscale, di una qualsiasi sede, ufficio o azienda della medesima”. Essa richiede la doverosa verifica che il mancato rinvenimento del destinatario dipenda “da una temporanea assenza dello stesso” (cd. “irreperibilità relativa”); essa non richiede “ai fini del raggiungimento della prova della notifica, la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata informativa, o quantomeno della spedizione della stessa .Nel caso specifico, dai documenti, non risultano tali ricerche e, in ogni caso, i fatti smentiscono queste circostanze; appena due mesi prima, presso lo stesso indirizzo della società era stato regolarmente ricevuto un invito al contraddittorio”. Tale assunto è stato statuito dalla Cass. civ. Sez. VI – 5, con ordinanza del 19-09-2016, n. 18352
Vicenda
Il giudice del gravame ha ritenuto effettuata regolarmente la notifica dell’avviso di accertamento, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, c. 1, lett. e, (cd. “irreperibilità assoluta”), nonostante la relata di notifica del messo non conteneva le ricerche all’uopo effettuate e non conteneva alcuna indicazione circa il fatto che il destinatario della notifica era risultato “sconosciuto”.
Pronuncia
Gli Ermellini, con la pronuncia citata, in accoglimento delle doglianze del contribuente, hanno ribadito che costituisce ius receptum il principio per cui “la notificazione degli avvisi e degli atti tributari impositivi, nel sistema delineato dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, va effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 c.p.c., quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario, ma non si sia potuto eseguire la consegna perchè questi (o ogni altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, per essere ivi temporaneamente irreperibile, mentre va effettuata secondo la disciplina di cui all’art. 60 cit., lett. e), quando il messo notificatore non reperisca il contribuente perchè risulta trasferito in luogo sconosciuto, accertamento, questo, cui il messo deve pervenire dopo aver effettuato ricerche nel comune dov’è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo nell’ambito dello stesso comune” (da ultimo, Cass. sez. 5’, n. 7523/16; conf. Cass. nn. 6886/16, 25436/15, 23332/15, 24260/14, 14030/11, 20425/07, 7268/02); in questa seconda ipotesi (cd. irreperibilità assoluta), pur non richiedendosi “nuove ed ulteriori ricerche”, è pur sempre necessario nonchè “sufficiente che il messo notificatore non reperisca il contribuente perchè sconosciuto all’indirizzo indicato” (Cass. sez. 5’, n. 23588/15 e n. 8676/15, con riguardo alla dicitura “sconosciuto”; conf. Cass. 25272/14, 17064/06, 906/02, 8071/95); presupposto che, come visto, non risulta invece attestato nel caso di specie.
Conclusioni
Il rito previsto dall’art. 140 c.p.c. va effettuato soltanto nelle ipotesi in cui siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario, ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o ogni altro …

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