Società in Accomandita Semplice: le delibere che influiscono sul capitale sociale

di Cinzia De Stefanis

Pubblicato il 23 novembre 2016

analisi del funzionamento delle riunioni dei soci della società in accomandita semplice che assumono decisioni di carattere 'straordinario': i casi di aumento e riduzione del capitale sociale, le decisioni sulla proroga della durata della società... l'articolo è corredato di alcuni utili formulari

destefanis-sas[blox_button text="Estratto dal testo: La società in accomandita semplice, di Cinzia De Stefanis, Maggioli Editore" link="http://www.maggiolieditore.it/la-societa-in-accomandita-semplice.html" target="_self" target="new" button_type="btn-default" icon="" size="btn-md" /]

Modifica del capitale sociale

Nelle società di capitali è previsto specificatamente un capitale sociale minimo per la costituzione delle stesse; nelle società di persone, invece, la legge non lo richiede.

Il capitale sociale, in tutte le società di persone, è il valore del conferimento dei soci, quale risulta dalle valutazioni contenute nell’atto costitutivo.

Infatti, è sempre necessario che vengano conferite (o promesse) al momento di costituire la società, le risorse necessarie per il perseguimento dell’oggetto sociale. In tal senso è prescritto che un capitale vi debba essere, prevedendo:

che l’atto costitutivo indichi non solo i conferimenti dei soci, ma anche il valore ad essi attribuito ed il modo di valutazione (art. 2295, n. 6, c.c.). Ciò consente di determinare l’ammontare globale del capitale sociale nominale;

una serie di norme destinate ad assicurarne l’integrità;

l’obbligo, per gli amministratori, della tenuta delle scritture contabili (art. 2302 c.c.);

il divieto, a carico degli amministratori, di restituire i conferimenti ai soci o di liberarli dall’obbligo di esecuzione, se non dopo la riduzione del capitale sociale (art. 2306 c.c.); la riduzione facoltativa del capitale sociale per perdite (art. 2303, comma 2, c.c.); il divieto di distribuzione di utili fittizi (art. 2303 c.c.).

Nel corso della vita societaria i soci hanno la facoltà di deliberare la diminuzione o l’aumento del capitale sociale. A differenza delle società di capitali, ove le modifiche dell’atto costitutivo sono attentamente disciplinate, la legge è meno rigorosa per le società di persone. Le operazioni riguardanti le variazioni di capitale sociale sono adottate con una modificazione dell’atto costitutivo.

Le variazioni del capitale sociale

Aumento di capitale sociale

I soci possono decidere di aumentare il capitale con le stesse modalità previste, in generale, per la modifica dell’atto costitutivo (si veda in tal senso il par. 6.2 e ss.).

L’aumento può essere a pagamento o gratuito.

L’operazione di aumento non è subordinata, come invece nelle società di capitali, né alla preventiva integrale liberazione del capitale sottoscritto, né alla mancanza di perdite eccedenti il terzo del capitale.

Aumento a pagamento Con l’aumento a pagamento, la società incrementa il capitale facendo entrare nuovi soci in società o raccogliendo nuovi conferimenti dai soci preesistenti.

Per stabilire quali conferimenti possono essere effettuati in sede di aumento di ca- pitale, valgono le stesse regole generali sui conferimenti (si veda cap. 4, par. 4.1).

avvenuto l’aumento, solo la società può pretendere l’esecuzione dell’obbligo del conferimento, gravante sui sottoscrittori, delle quote sociali.

Concordemente all’orientamento formatosi per le società di capitali, in sede di au- mento di capitale, il socio (o un terzo) può conferire in società un credito vantato nei confronti della società stessa (ad esempio relativo ad un finanziamento precedente- mente concesso alla società) compensandolo con il debito derivante dalla sottoscri- zione dell’aumento (Trib. Napoli, 1 ottobre 1998).

Aumento gratuito Con l’aumento gratuito, i soci decidono di trasferire a capitale dei valori già esistenti nel patrimonio, come ad esempio le riserve eventualmente create in conto capitale.

Nella società di persone la costituzione di riserve non è obbligatoria. Tuttavia, l’atto costitutivo o i soci, all’unanimità possono decidere la loro formazione, mediante l’accantonamento di utili che si ritenga opportuno non distribuire tra i soci.

Quando vi è il passaggio a capitale delle riserve, la quota di partecipazione alla società di ciascun socio si accresce proporzionalmente alla partecipazione agli utili di ciascuno di essi, salvaguardando, in questo modo, anche la posizione del socio d’opera.

La dottrina ammette l’aumento del capitale sociale mediante una rivalutazione di beni conferiti in sede di costituzione della società. Una tale rivalutazione può avvenire quando il valore di un bene muta a seguito dell’inflazione o per errore nella sua originaria stima, o in altre ipotesi meno frequenti (ad esempio un terreno agricolo conferito in società viene inserito in un piano regolatore con conseguente incremento di valore).

L’aumento di capitale che consegue a tale operazione va a beneficio di tutti i soci proporzionalmente alla partecipazione agli utili di ciascuno di essi.

Casi di aumento del capitale sociale

Il capitale sociale può aumentare per: Ingresso di nuovi soci

L’ipotesi in esame ricorre ogni volta che, per attuare le strategie di sviluppo dell’impresa, i soci esistenti scelgono la via del finanziamento interno, deliberando un aumento di capitale a favore di terzi. Questo si verifica quando i soci, non avendo i mezzi per contribuire personalmente a tale aumento, decidono di allargare la compagine sociale per motivi finanziari; pur avendo le disponibilità finanziarie, consentono l’ingresso di un nuovo socio per le sue capacità imprenditoriali, per la sua esperienza nel settore aziendale o per qualsiasi altra motivazione pratica e/o personale. Da parte sua il socio entrante valuterà attentamente il suo ingresso in quanto, in base all’art. 2269 c.c., chi entra a far parte di una società già costituita, viene a rispondere con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio e la responsabilità che viene ad assumere è solidale ed illimitata. Ciò premesso, al socio entrante è richiesto di regola il versamento di una quota suppletiva a titolo di sovrapprezzo.

L’entità del sovrapprezzo dipenderà, oltre che dalla situazione della società, anche dall’interesse dei vecchi soci, nonché dai rapporti esistenti fra le parti e quindi dalla maggior forza contrattuale dell’una o dell’altra. Pertanto, la somma che il socio entrante deve versare comprende:

1) una quota a titolo di riserva; 2) una quota per la remunerazione di avviamento; 3) una quota di partecipazione al capitale sociale. Nuovi conferimenti da parte dei soci

L’ipotesi si verifica a seguito della decisione dei soci di finanziare lo sviluppo dell’impresa

aumentando il capitale in quanto: non sono propensi all’entrata di nuovi soci; sono in grado di s