Cassazione con rinvio: nuovi effetti sulla riscossione e onere di riassunzione

di Antonino Russo

Pubblicato il 10 novembre 2016

analizziamo le modalità di riscossione dell'imposta contestata in caso di ricorso per Cassazione con rinvio al giudice d'appello: qual è l'importo da iscrivere a ruolo in tal caso?

cassazione-corte-2Il D.Lgs n. 156/2015, com’è noto, ha fornito una sorta di restyling al processo tributario; molte sono state le “consacrazioni” in un vero e proprio dettato normativo di alcuni indirizzi giurisprudenziali resi per colmare alcune lacune del D.Lgs n. 546/92.

Tra i problemi risolti, figura quello delle somme da iscrivere a ruolo, da parte dell’Ufficio, in funzione della riassunzione (o meno) del giudizio dopo una sentenza di cassazione con rinvio, cioè di una fattispecie che, in precedenza, non aveva trovato una espressa regolamentazione, tant’è che, in passato, le soluzioni alle scaturenti problematiche, operate dagli uffici e non condivise dal contribuente, venivano puntualmente rimesse alle valutazioni ed al frutto di una elaborazione pretoria.

Infatti, nel testo originario della norma che disciplina la riscossione provvisoria delle somme in pendenza di giudizio, precisamente l’art. 68 del D.Lgs. n. 546/1992, non si faceva espressa menzione ed indicazione intorno alla misura dell’iscrizione a ruolo successiva alla sentenza di cassazione con rinvio; in vero, tale disposizione (vigente dall’1 aprile 1996 e produttiva di effetti fino al 31 dicembre 2015) si limitava a regolamentare il quantum delle iscrizioni di legge, secondo una scansione temporale ben definita, ma nulla disponeva riguardo alla misura dell’iscrizione in caso di cassazione con rinvio.

La lacunosità della norma e l’inevitabile eterogeneità delle soluzioni operative poi rese, ha indotto, sia pur in ritardo e con l’intervento dianzi accennato , il legislatore ad introdurre (al comma 1 del descritto articolo 68) la lettera c-bis e tale disposizione precisa che nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata del tributo oggetto di giudizio davanti alle Commissioni, l’imposta, con i relativi interessi, deve essere pagata per l’ammontare dovuto nella pendenza del giudizio di primo grado dopo la sentenza della Corte di Cassazione di annullamento con rinvio, dunque in modo equipollente a quanto previsto dall’art. 15 del D.P.R.