Appalti TAV: la normativa antimafia vigente in Italia anche per i lavori transfrontalieri

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  1. Premessa.

L’idea di una rete ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lyon1 è nata nel 1987 con lo scopo di garantire, allo stesso tempo, il trasporto di passeggeri e merci, nonché la riduzione del trasporto su gomma sulle due principali linee d’accesso tra Italia e Francia ovvero il tunnel del Monte Bianco e quello del Frejus.

Si dovrà però attendere l’avvento del nuovo secolo allorquando, il 29 gennaio 2001, l’Italia e la Francia hanno firmato un accordo internazionale per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Tratta Alta Velocità (TAV) Torino-Lyon.

La nuova infrastruttura strategica, sull’asse ovest-est, avrebbe dovuto costituire l’elemento chiave del “corridoio n. 5“, che collegherà Lisbona a Budapest e, a lungo termine, a Kiev.

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), attraverso la Delibera n. 86 del 18 novembre 2010, recante: “Programma delle infrastrutture strategiche (Legge 21 dicembre 2001 n.443, c.d. “Legge obiettivo”). Nuovo collegamento internazionale Torino-Lione: Cunicolo esplorativo de La Maddalena. Approvazione progetto definitivo e finanziamento”, ha stabilito il limite di spesa per l’infrastruttura pari a 143 milioni di euro (iva esclusa).

Con delibera n. 57 del 3 agosto 2011, il predetto CIPE, ha approvato il progetto preliminare del “Nuovo collegamento ferroviario Torino – Lione – Sezione internazionale – Parte comune italo-francese – Tratta in territorio italiano“, e contestualmente stabilito un importo pari a 41,5 milioni di euro per opere compensative atte a favorire l’inserimento territoriale della menzionata infrastruttura.

L’art. 1 comma 208 della Legge di stabilità 20132 ha autorizzato la spesa di 60 milioni di euro per l’anno 2013, di 100 milioni di euro per l’anno 2014, di 680 milioni di euro per l’anno 2015 e 150 milioni per ciascuno degli anni dal 2016 al 2029.

È ancora il CIPE, con delibera n. 19 del 20 febbraio 2015, recante” Programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001). Nuova linea ferroviaria Torino – Lione (NLTL) – Sezione internazionale: Parte comune italo-francese – Sezione transfrontaliera: Parte in territorio italiano – CUP C11J05000030001. Approvazione progetto definitivo”, che ha definitivamente approvato il progetto relativo alla Nuova Linea Torino-Lione.

  1. Il protocollo Addizionale all’accordo del 24 febbraio 2015.

Gli appalti pubblici rivestono importanza cruciale per il mercato interno dell’Unione Europea (UE) e degli Stati membri, ma costituiscono anche un settore di forte richiamo per le organizzazioni criminali, sono un campo di cooperazione preziosa e proficua tra la cosiddetta criminalità dei colletti bianchi.

Un passo importante per il contrasto delle infiltrazioni criminali negli appalti, connessi alla realizzazione del nuovo collegamento internazionale Torino-Lyon, è senza dubbio il Protocollo Addizionale tra l’Italia e la Francia sottoscritto l’8 marzo di quest’anno.

All’articolo 3 recante “Prevenzione delle infiltrazioni mafiose e contrasto della criminalità organizzata” di detto Protocollo così si legge: “In applicazione dell’articolo 2 dell’Accordo del 24 febbraio 2015, le parti si impegnano a cooperare più strettamente per contrastare con grande fermezza la criminalità organizzata e prevenire ogni rischio o tentativo di infiltrazione mafiosa nell’ambito della stipulazione e dell’esecuzione dei contratti relativi alla realizzazione della sezione transfrontaliera”.

Ad una Commissione Intergovernativa italo-francese è stato poi affidato il compito di elaborare un regolamento dei contratti prenedendo spunto dall’impegno preso dai due paesi e che dovrà comunque:

  • prendere spunto dalle normative vigenti in materia in entrambi gli Stati, in particolare quelle previste dall’ordinamento giuridico nostrano, vista la loro compatibilità con il diritto comunitario, volte ad escludere dagli appalti tutte le imprese le cui scelte e indirizzi siano influenzati da tentativi di infiltrazione mafiosa;

  • prevedere l’attuazione dei meccanismi necessari per permettere l’applicazione di tutte quelle norme che saranno poi definite dallo stesso regolamento dei contratti onde facilitare la cooperazione trai due Stati.

Il 19 giugno 2016, è stato approvato il menzionato Regolamento dei contratti pubblici all’interno del quale è stato inserito il Titolo III recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa”, dall’articolo 4 al 13, che stabilisce dettaglio e modalità circa l’applicazione della normativa antimafia italiana, integrata dal diritto francese, per i lavori eseguiti in territorio d’oltralpe e connessi alla realizzazione della nuova linea ferroviaria internazionale Torino-Lyon.

  1. La normativa antimafia italiana nei cantieri francesi.

La Commissione Intergovernativa italo-francese ha quindi elaborato ed approvato il nuovo Regolamento dei contratti pubblici per i lavori della sezione transfrontaliera della Torino-Lyon.

Gli esperti nominati dai due governi hanno avuto il difficile compito di uniformare sul tema appalti pubblici le diverse normative nazionali, rimembrando altresì di dare attuazione a quanto concordato da Italia e Francia nel menzionato Protocollo Addizionale, per l’avvio dei cantieri del tunnel di base del Moncenisio, sottoscritto l’8 marzo 2016 a Venezia.

Con l’applicazione di questo regolamento nel territorio francese sarà fatto valere una sorta di “diritto speciale” che consentirà di applicare la normativa antimafia per assegnare i lavori che saranno eseguiti nei cantieri del territorio d’oltralpe.

In tal modo la nuova ferrovia internazionale Torino-Lyon sarà il primo caso in Europa ad applicare le norme antimafia a livello transnazionale indipendentemente dalla nazionalità dei cantieri.

È stata prevista l’istruzione di una struttura birazionale guidata congiuntamente dai Prefetti di Torino e Lyon. Tale struttura avrà il compito di svolgere gli accertamenti antimafia per gli appalti ai cantieri e di vigilare sugli stessi.

I due prefetti dovranno inoltre condividere le informazioni ed essere supportati dalle rispettive forze di polizia, le quali potranno svolgere, sempre congiuntamente, sopralluoghi e controlli nelle aree di cantiere.

Come già avviene per i cantieri italiani, le “verifiche antimafia” saranno effettuate non solo sulle società vincitrici dell’appalto, ma anche su tutta la filiera dei subappalti.

Gli accertamenti preventivi tendenti ad evitare potenziali infiltrazioni mafiose saranno estesi anche alle società di altri paesi. In tal caso, a mente di quanto dispone il più volte citato Regolamento dei contratti pubblici, la competenza spetterà alla prefettura del Paese dove hanno inizio i lavori o dove la società ne svolge la maggior parte.

Tutte le società dovranno inoltre rispettare specifici obblighi comportamentali, indicati nei bandi di gara, la cui inosservanza determinerà l’applicazione, da parte della Stazione appaltante, di specifiche penalità i cui proventi verranno poi reinvestiti in iniziative volte alla tutela della sicurezza dei cantieri.

Il regolamento ha previsto inoltre la creazione di una “White List transnazionale” relativa alla ferrovia Torino-Lyon, a cui potranno iscriversi tutte quelle aziende che rispettano le disposizioni del diritto francese sugli appalti pubblici e quelle in materia di white list3 per ciò che concerne il nostro paese. L’iscrizione avrà la validità di 1 anno, rinnovabile a fronte di nuove verifiche.

Le norme in questione, comprese quelle sulla “White List transnazionale”, hanno effetto retroattivo significando che tutti i lavori attualmente in esser sul versante francese dovranno conformarsi alle nuove disposizioni.

Tutte le aziende che lavorano o lavoreranno nei cantieri relativi alla nuova ferrovia Torino-Lyon dovranno altresì rispettare i 10 punti etici del Global Compact delle Nazioni Unite, a cui la Stazione appaltante aderisce dal novembre del 2015.

Il Global Compact incoraggia le imprese di tutto il mondo a creare un quadro economico, sociale ed ambientale atto a promuovere un’economia mondiale sana e sostenibile che garantisca a tutti l’opportunità di condividerne i benefici. A tal fine, il Global Compact richiede alle aziende e alle organizzazioni che vi aderiscono, di condividere, sostenere e applicare nella propria sfera di influenza i seguenti principi fondamentali:

  1. promuovere e rispettare i diritti umani universalmente riconosciuti nell’ambito delle rispettive sfere di influenza;

  2. assicurarsi di non essere, seppure indirettamente, complici negli abusi dei diritti umani;

  3. sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva;

  4. sostenere l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio;

  5. sostenere l’effettiva eliminazione del lavoro minorile;

  6. sostenere l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione;

  7. sostenere un approccio preventivo nei confronti delle sfide ambientali;

  8. intraprendere iniziative che promuovano una maggiore responsabilità ambientale;

  9. incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l’ambiente;

  10. contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l’estorsione e le tangenti.

In conclusione è opportuno evidenziare che l’approvazione del nuovo Regolamento prevede un ultimo traguardo: la ratifica parlamentare, entro dicembre 2016, da parte dei due Stati. L’iter della ratifica può dirsi comunque già avviato avendo sia l’Italia che la Francia rispettato tutti gli obblighi previsti dagli accordi internazionali.

16 novembre 2016

Fabrizio Stella e Vincenzo Mirra

1 Per un approfondimento sia consentito il rinvio, degli stessi Autori, a “Appalti: il governo dà il via libera definitivo alla TAV”, in questa rivista il 12 novembre 2015

2 Legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”.

3 Per un approfondimento sia consentito il rinvio, degli stessi Autori, a DECRETO LEGGE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: modifiche alla normativa sulle White List e “Appalti e normativa antimafia: pubblicazione degli elenchi delle imprese richiedenti l’iscrizione nelle white list, in questa rivista rispettivamente il 27 agosto 2014 e il 16 giugno 2015.


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