La produzione di (nuovi) documenti nel processo tributario

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 1 agosto 2016

ecco quali sono i termini di ammissibilità di nuovi documenti nel processo tributario e da cosa si differenziano dalla fattispecie rispetto a quella di nuove eccezioni in sede di appello

penna ocaLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6888 dell'8.4.2016, ha chiarito i termini di ammissibilità di nuovi documenti nel processo tributario e la differenza della fattispecie rispetto a quella di nuove eccezioni in sede di appello.

Nel caso di specie, Equitalia ricorreva per cassazione avverso sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, la quale aveva rigettato l'appello dell'agente della riscossione avverso la sentenza di primo grado, che aveva accolto il ricorso proposto dalla società, la quale aveva impugnato un preavviso di fermo amministrativo su beni mobili di sua proprietà, eccependone l'illegittimità per omessa notifica di una delle quattro cartelle di pagamento prodromiche al preavviso.

La CTR del Lazio riteneva dunque che l'agente della riscossione, non costituitosi nel primo grado di giudizio, non poteva produrre, per la prima volta in appello, la documentazione relativa alla circostanza relativa alla regolare notifica di tutte le cartelle di pagamento.

Con il primo motivo di ricorso in Cassazione Equitalia deduceva quindi "violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione all'art. 58 del D. Lgs. 546/1992 (art. 360 n. 3 c.p.c.)", nella parte in cui la decisione impugnata aveva ritenuto non ammissibile la produzione in appello della documentazione idonea a comprovare la regolarità della notifica di tutte le cartelle di pagamento prodromiche all'impugnato preavviso di fermo amministrativo, sul presupposto che essa era finalizzata alla prova di un'eccezione nuova preclusa in appello, non avendo peraltro svolto l'agente della riscossione difese in prim