Assegnazione di beni ai soci: il valore rilevante per il socio di società di capitali

domanda-ctUno dei problemi più sentiti in merito all’assegnazione agevolata dei beni ai soci (Legge di Stabilità 2016, art. 1 cc. 115 – 120) riguarda l’individuazione chiara e precisa del valore rilevante ai fini fiscali per il socio che partecipa all’operazione.

Una non corretta determinazione dei valori rischia di compromettere la convenienza dell’intera operazione e di vanificare i risparmi di imposta sperati.

Proviamo quindi a definire i passaggi logici per trovare i valori corretti.

Partiamo dai valori da adoperare:

  • Valore Fiscalmente rilevante del bene assegnato (che per brevità chiameremo VF);

  • Valore per il Socio del bene assegnato (che per brevità chiameremo VS);

  • Valore di Assegnazione del bene assegnato (che per brevità chiameremo VA, Valore compreso tra il Valore Catastale ed il Valore Normale);

  • Imponibile Imposta Sostitutiva (che per brevità chiameremo IIS).

Come precisa la circolare n. 26/E dell’Agenzia delle Entrate, l’imposta sostitutiva si calcola sulla differenza tra il Valore di assegnazione e il Valore fiscale e quindi IIS = VA – VF, mentre il Valore per il Socio (VS) è dato dalla differenza fra il Valore di Assegnazione (VA) e l’Imponibile dell’Imposta Sostitutiva (IIS).

Avremo quindi due possibili casi:

  1. VA<VF in questo caso IIS è pari a zero e quindi VS = VA – IIS = VA – 0 = VA;

  2. VF<VA in questo caso IIS è maggiore di zero e si prende come riferimento il VF in quanto VS = VA – (VA – VF) = VA – VA + VF = VF

Si noti, per semplificare, che è possibile quindi definire il VS come il Valore minimo fra il VA e VF

VS = Min (VA ; VF) .

Una volta individuato il Valore rilevante per il socio occorre decidere quale tipo di riserve utilizzare. Tale scelta deve essere fatta cautamente perché ciò determinerà un impatto fiscale più o meno marcato sui soci.

Si possono utilizzare indifferentemente riserve di capitale oppure riserve di utili.

-Nel caso si utilizzino solo riserve di utili, il dividendo da assoggettare a tassazione (secondo le modalità ordinarie) è pari a VS.

-Nel caso si utilizzino riserve di capitali occorre confrontare il Valore della partecipazione VP con VS.

Se VS > VP la differenza tra VS e VP sarà considerata un dividendo per i soci.

-Qualora si utilizzino in parte riserve di capitale e in parte riserve di utili occorrerà determinare l’incidenza alle riserve di utili sul totale utilizzato (che chiameremo “u”) e calcolare così da un lato il dividendo distribuito pari a VS*u e dall’altro la riduzione delle partecipazioni che sarà pari a VP – (1-u)*VS laddove tale calcolo dovesse fornire un risultato minore di zero occorrerà assoggettare a tassazione quale dividendo la somma corrispondente alla formula (1–u)*VS – VP.

La materia è complessa e necessita di una conoscenza multidisciplinare e capacità di simulazione e calcolo di differenti scenari per questo motivo lo Studio Mattavelli in collaborazione con il Commercialista Telematico ha predisposto un file in Excel che permette di gestire in maniera sicura e guidata l’assegnazione e la cessione dei beni ai soci e la trasformazione in società semplice per quanto concerne la tassazione diretta e i risparmi derivanti dal trattamento ordinario nonché gli aspetti giuridici di regolazione tra i soci.

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8 agosto 2016

Alessandro Mattavelli


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