Dichiarazione integrativa a favore: la Cassazione pone dei vincoli

di Federico Gavioli

Pubblicato il 28 luglio 2016

la dichiarazione integrativa che consente al contribuente di presentarne una sostitutiva con un risultato a lui più favorevole può essere presentata solo entro il termine di scadenza della dichiarazione dell’anno successivo

pecLa Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la sentenza n. 13378 del 30 giugno 2016, molto discussa nella stampa specializzata, ha affermato che il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa per la correzioni di eventuali errori a suo favore, entro il termine della scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo; rimane ferma la possibilità per il contribuente di richiedere il rimborso entro i 48 mesi dal pagamento e, in ogni caso, di dimostrare, in sede contenziosa la propria richiesta documentando gli errori commessi.

Nel caso in esame una SRL in liquidazione aveva proposto ricorso avverso la cartella con la quale la società di riscossione, a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione fiscale 2003, a norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, aveva richiesto il pagamento, della somma di circa 2.500 euro, dovuta per omesso versamento di ritenute alla fonte operate nel 2002, e la somma di poco più di 56mila euro, per omesso versamento di IVA, IRPEF ed IRAP per l'anno d'imposta 2002, oltre interessi e sanzioni.

A sostegno dell'impugnazione, la società dedusse di essere incorsa in errore nella compilazione dei quadro RS, relativo ai redditi conseguiti, avendo omesso l'esposizione dei costi inerenti i ricavi indicati (di Euro 57.674,00) e, quindi, errato nell'evidenziare il vero risultato di esercizio consistente in una perdita di Euro 19.035,00, e di avere, per l'effetto, provveduto a rettificare i dati del quadro RS della dichiarazione fiscale 2003, relativamente all'anno d'imposta 2002, con dichiarazione integrativa presentata (telematicamente) il 30 dicembre 2006.

I giudici tributari del merito, sia di primo grado, sia di secondo grado, avevano rigettato il ricorso sul r